CORTINA D’AMPEZZO – Il primo doppio femminile olimpico della storia dello slittino parla italiano. Sulla pista “Eugenio Monti” di Cortina, Andrea Voetter e Marion Oberhofer conquistano una splendida medaglia d’oro e scrivono una pagina indelebile ai Giochi di Milano-Cortina. È il trionfo di una coppia che negli ultimi anni aveva già dimostrato di poter dominare la specialità, ma che ora entra definitivamente nella leggenda.

Le azzurre arrivavano all’appuntamento olimpico con credenziali solide: successi in Coppa del Mondo, podi iridati e una crescita costante in una disciplina giovane ma sempre più competitiva. A Cortina hanno messo insieme la gara perfetta. Record di spinta nella prima manche, gestione impeccabile nella seconda, chiusa con il miglior tempo assoluto. Il crono complessivo di 1:46.284 vale il titolo olimpico e il primo oro della storia nel doppio femminile.

La tensione si è fatta sentire all’inizio della seconda run, con le tedesche Eitberger/Matschina pronte ad approfittare di un eventuale errore. Le rivali hanno disputato una prova solida, ma non sufficiente per ribaltare la situazione: argento a 120 millesimi dalle italiane. Sul terzo gradino del podio salgono le austriache Egle/Kipp, staccate di 259 millesimi e mai realmente in corsa per il successo.

Come previsto alla vigilia, la gara si è giocata tra tre equipaggi, con un margine significativo rispetto al resto del gruppo. Le lettoni Robezniece/Bogdanova hanno chiuso quarte a 512 millesimi, mentre la top-5 è completata dalle statunitensi Forgan/Kirby.

Per l’Italia si tratta di un risultato che riporta lo slittino azzurro al centro della scena olimpica. L’ultimo doppio italiano a salire sul podio ai Giochi era stato quello formato da Gerhard Plankensteiner e Oswald Haselrieder a Torino 2006. Vent’anni dopo, la storia viene riscritta al femminile, con una vittoria che certifica la maturità e la continuità di un movimento in costante crescita.

Voetter e Oberhofer hanno saputo trasformare la pressione in energia, sfruttando ogni metro del budello ampezzano con precisione chirurgica. Un oro che profuma di consacrazione e che potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di un nuovo ciclo vincente per lo slittino italiano.