Un altro sabato, un altro incontro all’insegna dell’allegria, colore e tanta voglia di stare insieme al Solarino Social Club di Coburg. E, ancora una volta, i numeri ne sono stati la conferma: 295 i presenti, il massimo che il salone del sodalizio può ospitare.
Questa volta il tema della serata è stato quello del ‘Ballo in maschera’, un simpatico preludio al tradizionale periodo carnevalesco che si tiene proprio nel corso di questo mese.
Il presidente Santo Gervasi si è nuovamente dichiarato soddisfatto dell’andamento della serata, soffermandosi su di un aspetto in particolare: “Stasera ci sono tante nuove persone, volti che non ho mai visto prima d’ora. Ci fa piacere. Capita che chi viene porta un amico, che a sua volta ne porta un altro. Così la voce si sparge, e quella è sicuramente la migliore pubblicità”.
Organizzazione impeccabile, accoglienza familiare, servizio attento - non erano trascorsi neanche cinque minuti dal mio arrivo, che già mi era stato presentato un gustoso antipasto all’italiana - indubbiamente fanno del Solarino Social Club una destinazione amata da molti.
Tanti i volti che ho ricordato da precedenti eventi, a segnalare che, di base, c’è un grande rapporto di fedeltà con questo sodalizio. Altro fiore all’occhiello, poi, è stato quello dell’intrattenimento musicale, sempre travolgente e perfettamente in sintonia con il tipo di evento organizzato.
Questa volta è stato compito di Joe Mandica e della sua band, che ha saputo coinvolgere tutti i presenti in balli sfrenati, con tanto di momenti clou dove le maschere più interessati hanno dato il meglio di sé.
Tra questi, l’immancabile Elvis Presley, egregiamente impersonificato dal socio Joe Darro, che non solo non ha lasciato niente al caso nel suo abbigliamento, ma che ha anche saputo far suo l’“Elvis strut”, quell’indimenticabile camminata carismatica e ammiccante che ha valso al leggendario re del Rock and Roll il nomignolo di “Elvis the Pelvis”.

Elvis Presley, meglio noto come Joe Darro.
Tra le altre maschere di spicco, poi, quelle dei soci Pietro e Caterina Ierna, che si sono abbigliati come due perfetti nativi americani, e dei membri del sodalizio Paola e Giuseppe Aparo, quest’ultimo scintillante in uno stile tutto clericale.
Assenti alla serata la segretaria Maria Formica e il marito Nuccio, membro del comitato, oltre alla madre di Maria, la socia a vita Teresa Genovese. Un’assenza che non è di certo passata inosservata, come dimostrato dalla preoccupazione di una cameriera, che mi si è avvicinata chiedendomi il motivo per il quale la mia famiglia non fosse presente. Dopo un primo momento di smarrimento, ho capito che alludeva ai coniugi Formica e a Genovese, con cui molto spesso mi trattengo a parlare al loro tavolo. Le ho sorriso rispondendo che sono in vacanza, come mi era stato accennato poco prima da Gervasi. Un altro chiaro segnale di quanto questo sodalizio tenga a cuore chiunque varchi la sua soglia.