MILANO - Gioca nel Newcastle, i tifosi lo amano e cantano cori a lui dedicati, ma Sandro Tonali ha estimatori ovunque. I grandi club lo cercano, in Spagna, in Inghilterra e in Italia, Gennaro Gattuso gli ha affidato la guida della Nazionale in campo e lui non vuole deludere nessuno.
I Magpies non stanno andando benissimo, ma la lettura dell’ex Milan è positiva e in un’intervista a Sky Sport Insider spiega: “Quest’anno abbiamo avuto un po’ di alti e bassi. Però a febbraio abbiamo iniziato a vincere fuori casa e più partite di fila. Poi con la Champions è cambiata l’aria. È andata molto meglio: credo che il passaggio del turno ci abbia dato ancora un po’ di fiducia. Marzo sarà un mese impegnativo, tra Premier, FA Cup, Champions. Poi c’è qualcosa di leggermente importante a fine marzo che qui viviamo con un po’ di ansia - dice riferendosi alla Nazionale -. Sarà una delle partite più importanti per noi, dobbiamo giocare in modo perfetto. C’è pressione, ma prendo l’aspetto positivo ed è il bello del calcio: dobbiamo arrivare a quel momento al 100% e giocare come sappiamo fare”.
E come vuole Gattuso, da sempre una figura importante per Tonali anche quando era un semplice tifoso. Ora fa il ct e sa che per ottenere il massimo bisogna anche gestire al meglio le pressioni che il calcio inevitabilmente porta con sè, soprattutto se c’è un Mondiale da raggiungere dopo i fallimenti del 2018 e del 2022.
Niente stage come si sperava e allora il ct ha inventato metodi alternativi per stare insieme. “Abbiamo fatto una cena a Londra, siamo stati bene perché era da novembre che non ci vedevamo: è sempre bello riunirsi in un momento al di fuori dal calcio. Ci siamo divertiti, abbiamo parlato di tante cose. È stato un momento diverso dal solito”, spiega Tonali che poi si sofferma con piacere su Gattuso, indicandolo come una persona speciale, una di quelle che più gli ha dato nel mondo del calcio. “Credo sia stata la persona capace di trasmettermi tanto anche quando non lo conoscevo. Quando giocava, per esempio, prendevo da lui quello che mi piaceva. Averlo conosciuto mi ha premesso di entrare in contatto con una persona vera, che se ha bisogno di dirti qualcosa ci mette mezzo secondo. E questo ci fa molto bene: abbiamo bisogno di gente che ci dica le cose in faccia e che ci tiri una mazzata sui denti quando le cose non vanno. Abbiamo incontrato un allenatore che ci ha dato tanto, che ci sta dando tanto e che ci darà tanto. Non solo, darà tutto sé stesso insieme al suo staff per quell’obiettivo”.
Gattuso segnava molto poco, Tonali ha anche il gol nelle sue corde e in Premier lo sanno bene, lo sa benissimo Pickford che nel match vinto 3-2 dall’Everton in casa del Newcastle ha fatto un clamoroso miracolo su un gran tiro dell’azzurro. “Sì la parata è stata bella! Mi dà un po’ fastidio ma alla fine quando un giocatore fa qualcosa di bello glielo devi dire. Non ci devi girare attorno. Gli ho fatto subito i miei complimenti dopo la partita: ha fatto una cosa che succede poche volte. Forse avevo fatto uno dei migliori tiri della mia vita, è stata sicuramente la miglior parata contro di me. La cosa bella è che qui in ogni partita hai un giocatore che ti impressiona. È il vero grande plus della Premier League. Ogni squadra contro cui giochi, di cui magari nemmeno conosci tutti i giocatori, scopri che ha una sua qualità. Nessuno va sottovalutato. Poi quando giochi contro le big e ti trovi di fronte nel suo miglior momento un giocatore come Haaland o il De Bruyne dell’anno scorso, giocatori che in un minuto ti possono cambiare la partita, li ammiri e capisci ancora di più quanto sia difficile giocarci contro”.
In Premier c’è anche Calafiori. Il difensore dell’Arsenal ha spiegato che rispetto all’Italia, in Premier si vive un po’ meno la vita di squadra. “Sì, più o meno è così anche al Newcastle. Organizziamo la cena di Natale. Poi, in generale, c’è molta più riservatezza fuori dal campo di allenamento - spiega Tonali -. Dopo un po’ di tempo ti abitui, perché capisci che qui funziona così. Con il Newcastle abbiamo avuto anche un’altra occasione: è stato dopo la Carabao, ma avevamo vinto il trofeo ed era tutto diverso. Senza eventi eccezionali, è normale condividere poco assieme il tempo libero”.
E’ da poco diventato papà e la sua vita è cambiata “Tanto! Il primo mese è stato molto difficile, perché è tutto diverso: non si dorme mai la notte, per esempio. Con mia moglie, abbiamo concordato di dormire in stanze preparate la sera prima della partita: siccome giochiamo tanto, per tre volte a settimana mi ritrovo da solo. Ma siamo molto felici: ogni volta che vediamo nostro figlio, proviamo un numero enorme di emozioni. È un aspetto bellissimo”.