È il grido d’allarme lanciato da Conte dopo l’infortunio subito da Di Lorenzo nella vittoriosa partita del Napoli sulla Fiorentina.

In ricaduta il capitano dei campioni d’Italia ha accusato una dolorosa distorsione al ginocchio, fortunatamente senza interessamento dei legamenti crociati. Previsti due mesi di stop.

E il discorso coinvolge anche la Nazionale di Gattuso. Per il tecnico è colpa del calendario che prevede 3 partite alla settimana, e le partite sono sempre più contusive, azzera i tempi di recupero e mette a repentaglio la salute dei calciatori.

Dai e dai i conti non tornano. Conte ha contestato l’oligarchia del potere che pensa solamente a infoltire il programma in nome dei soldi e dello spettacolo.

Ma lo spettacolo, attenzione, rischia di essere sempre meno attrattivo se gli interpreti principali, alias i campioni, sono infortunati e non scendono in campo.

Tutto bello, tutto giusto. Ma le parole restano inascoltate. In Italia le società, in linea con le piattaforme televisive, si oppongono alla riduzione delle squadre (da 20 a 18) in Serie A.

L’Uefa aumenta il programma in tutte le coppe. E l’associazione europea dei club non dice nulla pensando ai maggiori introiti che ne derivano, ma che vengono in grande parte annullati dai costi delle rose sempre più ampie.

Quanto alla Fifa, il suo presidente Infantino ha inventato la Coppa del Mondo per club e accresciuto le nazionali partecipanti ai Mondiali. In questo scenario giocatori e allenatori non si schierano mai. E infatti Conte ha contestato il pilatismo delle relative associazioni.

Il gigantismo avanza anche nel tennis e nel volley, nel basket e nel ciclismo. E gli attori stanno quasi tutti al gioco in cambio di lauti ingaggi e premi. Logico che poi, dietro l’angolo, serpeggi il doping.

In campionato è cambiato poco in attesa delle due partite che mancano all’appello: Udinese-Roma (stasera) e Bologna-Milan (domani sera).

L’Inter, vincendo facilmente a Cremona, ha allungato il passo nel segno di Martinez e Dimarco, i pilastri della squadra nerazzurra. Il Napoli ha reagito all’uscita dall’Europa battendo una buona Fiorentina. A dispetto degli infortuni, resta però il fallimento in Champions sia del club, precipitato al trentesimo posto, sia dell’allenatore che in questa competizione finisce sempre al tappeto.

Di positivo la crescita di Vergara, giocatore raffinato, in gol con il Chelsea e la Viola. A 10 punti dall’Inter si conferma la Juventus (4 successi nelle ultime 5 giornate) che ha steso il Parma nonostante gli errori iniziali di Conceicao e il malanno di Yildiz, sostituito da Miretti.

Dietro spicca il pari di Como-Atalanta per motivi opposti: i lariani non hanno sfruttato la superiorità numerica per quasi tutta la partita e il rigore fallito al minuto 98’, i bergamaschi hanno fornito una tostissima prova difensiva. In coda sconfitte a iosa.