LONDRA – Le autorità hanno avviato un’indagine penale su Peter Mandelson, 72 anni, ex ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti ed ex ministro laburista, sospettato di aver diffuso email governative e informazioni sensibili al defunto finanziere Jeffrey Epstein.

La Metropolitan Police di Londra ha confermato l’apertura dell’inchiesta in una nota, precisando che riguarda un uomo di 72 anni, ex membro del governo, per il reato di “misconduct in public office”, abuso di funzione pubblica.

L’indagine è partita dopo che il governo del primo ministro Keir Starmer ha trasmesso materiale alle forze dell’ordine per verificare se Mandelson abbia condiviso informazioni riservate con Epstein durante la crisi finanziaria. Starmer, secondo quanto riferito, ha definito le presunte fughe di notizie “disgustose” in una riunione con i ministri e ha assicurato piena collaborazione con eventuali richieste degli investigatori. Poche ore dopo, Mandelson ha annunciato che si ritirerà dalla Camera dei Lord, l’upper house del Parlamento.

Mandelson è stato una figura centrale nei governi laburisti guidati da Tony Blair e Gordon Brown. Ora rischia di finire sotto accusa dopo che email rese pubbliche negli Stati Uniti, nell’ambito della documentazione legata al caso Epstein, suggerirebbero la condivisione di documenti confidenziali con il finanziere.

The Times, citando una fonte governativa, scrive che gli investigatori potrebbero intervistare Mandelson e raccogliere dichiarazioni da figure di primo piano del Partito laburista, incluso Brown.

Le email indicate nei documenti statunitensi suggerirebbero che nel 2009 Mandelson avrebbe inviato a Epstein un promemoria preparato per Brown su possibili vendite di asset britannici e cambiamenti fiscali. Nel 2010, inoltre, avrebbe dato al finanziere un preavviso su un piano di salvataggio dell’Unione Europea da 500 miliardi di euro.

Mandelson era stato rimosso dal ruolo di ambasciatore a Washington a settembre, dopo soli sette mesi, quando erano emersi documenti che indicavano un rapporto con Epstein più lungo e stretto di quanto ammesso. In un messaggio, avrebbe persino suggerito che la condanna precedente di Epstein — per aver procurato una minorenne per prostituzione — fosse sbagliata e che dovesse cercare un rilascio anticipato.

Domenica sera Mandelson ha lasciato il partito per evitare “ulteriore imbarazzo”, dopo una nuova pubblicazione di documenti che avrebbe esposto dettagli sulla vicinanza a Epstein e anche ipotesi di pagamenti a Mandelson e al di lui marito.

Mandelson non ha risposto alle richieste di commento. Un suo portavoce ha però affermato che non avrebbe alcun ricordo di pagamenti, per un totale di 75mila dollari USA, citati in altre email e in ricostruzioni mediatiche.