Il segmento dei SUV premium è sempre stato il terreno più fertile per la Mercedes-Benz in Australia, ed in modo particolare il modello GLC che da diversi anni rappresenta uno dei pilastri più importanti della gamma.

Ma la situazione attuale è tutt’altro che semplice: l’invasione dei SUV cinesi down under ha modificato drasticamente questo settore, che ha fatto registrare un notevole ridimensionamento in termini di vendite.

In questa ottica la Casa di Stoccarda ha presentato la secondo generazione del suo SUV medio più popolare, con un design rinfrescato e una dotazione di serie più ricca, ma anche con un prezzo di gran lunga superiore alle concorrenti cinesi.

Di recente abbiamo sottoposto alla consueta prova su strada due modelli del SUV medio di lusso della Casa tedesca, la GLC 200 e la GLC 300, quest’ultima il focus della nostra recensione.

Il prezzo di listino, pari a $105.100 (oltre alle spese di immatricolazione), risulta più che doppio rispetto a quello di alcune proposte analoghe provenienti dalla Cina. Vale la pena soffermarsi sulla parola “analoghe”: si tratta infatti di prodotti in parte diversi, ma non così distanti da giustificare un divario di prezzo tanto marcato.

La nuova GLC 300 è leggermente cresciuta (+60 mm in lunghezza) ma mantiene la configurazione a cinque posti. Le proporzioni sono rimaste armoniose e bilanciate tra i tre volumi, e il pacchetto AMG Line (di serie!) insieme ai cerchi in lega da 20”, alle prese d’aria scolpite e agli inserti cromati, aggiunge un pizzico di sportività che non guasta mai. L’enorme tetto panoramico, oltre a regalare luminosità all’abitacolo, conferisce alla vettura un senso di esclusività apparente sin dal primo sguardo.

All’interno, la percezione di trovarsi a bordo di un prodotto premium diventa ancora più evidente: la Mercedes non ha lasciato nulla al caso, puntando su materiali di qualità superiore. Immancabili i sedili regolabili elettricamente, con comandi integrati nelle portiere — ormai un vero marchio di fabbrica della Casa della Stella a tre punte.

Il cambio collocato sul piantone, se da un lato può inizialmente spiazzare chi non vi è abituato, dall’altro contribuisce a liberare prezioso spazio sul tunnel centrale.

La plancia è dominata due schermi: un quadro strumenti digitale da 12.3” e un display centrale posizionato in verticale da 11.9”, attraverso il quale si accede all’infotainment gestito dal sistema MBUX.

L’infotainment, caratterizzato da un’interfaccia reattiva e intuitiva, integra comandi vocali avanzati (anche se a volte non sono risultati infallibili) e tasti fisici dedicati alle funzioni principali, come la regolazione del climatizzatore. Una scelta razionale e, in un certo senso, controcorrente, che ottimizza l’esperienza d’uso e limita la dipendenza dai comandi touch, garantendo un’interazione più diretta e sicura durante la guida. Una soluzione che, a nostro avviso, meriterebbe di essere presa a modello da tutte le Case automobilistiche.

È probabile che gli acquirenti più esigenti restino parzialmente delusi dall’assenza della ventilazione per i sedili anteriori o delle prese USB-C dedicate ai passeggeri posteriori — dotazioni invece presenti su diverse concorrenti cinesi appartenenti a fasce di prezzo decisamente inferiori.

Inutile dire che, sul fronte della sicurezza, la GLC 300 conferma l’eccellenza tipica di Mercedes. La vettura dispone di nove airbag e di un’ampia gamma di sistemi di assistenza alla guida, alcuni dei quali — come il mantenimento attivo della corsia — che risultano nettamente superiori e meno invasivi rispetto a quelli offerti da molte concorrenti cinesi.

Al cuore della GLC 300 troviamo un 2 litri quattro cilindri a benzina mild-hybrid da 190 Kw di potenza, abbinato a un cambio automatico a 9 rapporti. La spinta è fluida e piuttosto lineare anche grazie al sistema da 48V che elimina quasi totalmente il fastidioso turbo lag nelle ripartenze. Impressionante la progressione quando si spinge a fondo il pedale destro, eccellente il cambio, che è rapido e garantisce cambi di marcia fluidi e impercettibili.

A noi è piaciuto tantissimo il volante, decisamente uno dei punti di forza della vettura: leggero e in città, solido in autostrada, preciso nei percorsi misti, anche quando ci si vuole divertire.

Ovviamente la combinazione tra cerchi in lega da 20” e pneumatici ribassati influisce negativamente sul comfort di marcia, riducendo la capacità di assorbimento delle sospensioni, in particolare sulle strade extraurbane con fondo irregolare. Le asperità più marcate vengono trasmesse con maggiore evidenza all’abitacolo, soprattutto alle basse velocità, dove gli ammortizzatori risultano meno efficaci nel filtrare le imperfezioni del manto stradale.

Conclusioni? La Mercedes-Benz GLC 300 è un SUV raffinato e tecnologicamente all’avanguardia che offre una guida piacevole, un abitacolo lussuoso e tanta sicurezza.

Tuttavia, il prezzo elevato, in un contesto economico complesso, e alcune lacune sul fronte del comfort ne riducono il potenziale appeal, soprattutto presso un pubblico sempre più orientato verso vetture in grado di offrire un equilibrio convincente tra qualità, dotazioni e valore complessivo.

La GLC 300 rimane la scelta ideale per chi non accetta compromessi in termini di qualità costruttiva e continua a riconoscere nel marchio Mercedes un simbolo di prestigio e affidabilità. Tuttavia, è necessario accettare che il lusso — oggi più che mai — comporta un prezzo elevato.

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MERCEDES AUSTRALIA

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MICHAEL HUYNH