WASHINGTON - Le forze armate statunitensi hanno abbattuto un drone iraniano che, secondo Washington, si era avvicinato in modo “aggressivo” alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico.
L’episodio, avvenuto martedì (ora locale), si consuma in una fase di forte tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre sullo sfondo restano i tentativi diplomatici di avviare nuovi colloqui sul programma nucleare.
Il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha identificato il velivolo come un Shahed-139.
Secondo la ricostruzione militare, il drone stava volando verso la portaerei “con intenzioni non chiare” ed è stato colpito da un caccia F-35. “Un F-35C della Abraham Lincoln ha abbattuto il drone iraniano per autodifesa e per proteggere la portaerei e il personale a bordo”, ha dichiarato il capitano di vascello Tim Hawkins, portavoce del CENTCOM.
L’esercito statunitense ha precisato che non ci sono stati feriti tra i militari americani e che nessun equipaggiamento è stato danneggiato. L’abbattimento è stato presentato come una risposta necessaria a un comportamento considerato minaccioso, in un’area dove la presenza navale statunitense è incrementata nelle ultime settimane.
Lo Abraham Lincoln carrier strike group è infatti la componente più visibile del rafforzamento militare americano in Medio Oriente, avviato dopo la repressione violenta di proteste anti-governative in Iran il mese scorso, descritta come la più grave ondata di disordini interni dal 1979. Il presidente Donald Trump, che durante la crisi aveva evitato un intervento diretto, ha successivamente alzato il livello della pressione su Teheran, chiedendo concessioni sul nucleare e disponendo l’invio di una flottiglia verso le coste iraniane.
Trump ha avvertito che, con navi da guerra statunitensi dirette verso l’Iran, “probabilmente succederanno cose brutte” se non verrà raggiunto un accordo. Negli ultimi giorni, però, lo stesso presidente ha affermato che l’Iran starebbe “parlando seriamente”. Da Teheran, il responsabile della sicurezza Ali Larijani ha dichiarato che sarebbero in corso preparativi per avviare negoziati.
Nella stessa giornata, il CENTCOM ha riferito anche un secondo episodio avvenuto alcune ore dopo nello Stretto di Hormuz. Secondo la versione americana, forze dei Guardiani della Rivoluzione avrebbero “molestato” una nave mercantile battente bandiera USA, con equipaggio statunitense. “Due imbarcazioni IRGC e un drone iraniano Mohajer si sono avvicinati ad alta velocità alla M/V Stena Imperative e hanno minacciato di abbordare e sequestrare la petroliera”, ha detto Hawkins.
Gli episodi, in rapida sequenza, confermano un clima di confronto sempre più teso lungo le rotte strategiche del Golfo e del Mar Arabico, dove anche un singolo incidente può trasformarsi in una crisi più ampia.