BARCELLONA (SPAGNA) - Lamine Yamal non nasconde le sue ambizioni. Dopo il secondo posto dello scorso anno alle spalle di Ousmane Dembélé, il talento del Barcellona punta al Pallone d’Oro e rivendica soprattutto il suo modo di interpretare il calcio.

“Credo che il Pallone d’Oro sia il premio che ricompensa il miglior giocatore dell’anno, un giocatore diverso, quello che è un piacere vedere giocare e per il quale si guarda una partita. Non ha nulla a che vedere con la quantità di gol segnati. Quando penso al Pallone d’Oro penso a Messi, Ronaldinho, a giocatori capaci di farti sorridere quando li guardi”.

Intervistato da L’Équipe, Yamal ha spiegato quali siano, a suo avviso, i punti di forza della sua candidatura. “Chi guarda il calcio conosce già i miei argomenti. Entro in campo, mi diverto e gioco come voglio. Ho avuto la fortuna di vincere molti titoli con il Barça e, ultimamente, quello più importante, il Mondiale con la mia nazionale. Ma credo che il mio modo di giocare sia il mio argomento più forte, ciò che mi rende diverso”.

Il fuoriclasse blaugrana riconosce però il valore degli altri candidati: “Abbiamo tutti argomenti molto solidi, siamo tutti grandi giocatori. Vedremo. Nel mio caso, aver vinto il Mondiale quest’anno mi dà sicuramente qualcosa in più”.

Il secondo posto ottenuto a 18 anni nell’ultima edizione non viene vissuto come una delusione, ma come uno stimolo. “Lo considero un traguardo. Sono un giocatore che vuole sempre vincere e non arrivare primo ti spinge a dare tutto l’anno successivo per riuscirci. Ousmane, comunque, ha disputato una stagione magnifica”.

Al di là dei premi individuali, Yamal ribadisce la filosofia che accompagna il suo calcio: “Cerco di divertirmi in ogni partita, far divertire la gente e strapparle un sorriso. Arrogante? Credo che le persone che lo dicono, in fondo, si divertano con me. Il calcio è uno sport fatto per divertirsi”.

Il giovane spagnolo respinge anche l’etichetta di giocatore arrogante: “Non è arroganza, dico quello che penso. Cerco semplicemente di essere il più naturale possibile. Ho la sensazione che la gente non sia abituata a qualcuno che risponde con sincerità”.

Infine, uno sguardo alla vita lontano dal campo: “Tutti pensano che quando hai soldi puoi fare quello che vuoi, ma quando sei un calciatore non è così. Cerchi di riposare, ma anche di vivere la tua vita. Andare a bere qualcosa con i miei amici o stare con la mia famiglia è quello che mi piace di più”.