LONDRA – Undici Paesi europei e il Canada hanno annunciato nuove sanzioni commerciali contro gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, accusando il governo di Israele di compromettere la prospettiva di una soluzione a due Stati.
Regno Unito e Francia hanno guidato l’iniziativa, alla quale hanno aderito Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia.
In una dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri dei 12 Paesi hanno denunciato “livelli senza precedenti di violenza dei coloni e di espansione degli insediamenti”, definendo la situazione nella regione in rapido deterioramento.
Il documento viene firmato dopo che il governo israeliano ha aperto il mese scorso gare d’appalto per la costruzione di circa 1.200 nuove abitazioni nell’area E1 della Cisgiordania.
Il progetto, secondo i critici, isolerebbe ulteriormente Gerusalemme Est dal resto dei territori palestinesi.
I ministri hanno definito “inaccettabile” la decisione e ribadito che la soluzione a due Stati deve essere protetta tramite iniziative concrete.
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato in Parlamento un divieto sulle importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti illegali nei territori occupati.
Miliband ha accusato inoltre alcuni coloni estremisti di compiere “pulizia etnica” in determinate aree della Cisgiordania e ha sostenuto che il governo israeliano abbia spesso chiuso gli occhi davanti a questi episodi.
“Non credo che i cittadini britannici vogliano sostenere l’occupazione accettando nei nostri negozi e supermercati prodotti provenienti dagli insediamenti”, ha dichiarato.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha descritto la Cisgiordania come una regione “sull’orlo dell’esplosione”, citando l’espansione delle colonie, la violenza contro i palestinesi e gli atti di terrorismo commessi da estremisti israeliani.
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha definito le misure “mirate e attentamente calibrate”, precisando che non sono rivolte contro il popolo israeliano ma contro le politiche dell’attuale governo.
La risposta di Israele è stata immediata.
Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha ordinato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme, definendo “menzogne oltraggiose” le accuse formulate da Miliband.
Israele ha inoltre annunciato che negherà l’ingresso a 12 cittadini britannici, tra cui figurerebbero l’ex leader Labor Jeremy Corbyn, la deputata Zarah Sultana e Diane Abbott.
La Cisgiordania è occupata da Israele dal 1967 e ha registrato un aumento della violenza dall’inizio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023.
Secondo le Nazioni Unite, nell’ottobre 2024 circa 737mila coloni israeliani vivevano nella Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Gli insediamenti israeliani nei territori occupati sono illegali secondo il diritto internazionale.