MELBOURNE – Il leader di One Nation nel Victoria Warren Pickering ha ammesso di avere fatto uso di droghe in gioventù e di avere commesso “errori” che hanno ferito persone a lui vicine, respingendo però le accuse più gravi formulate dalla sua ex compagna e assicurando di mantenere il pieno sostegno di Pauline Hanson.
Pickering, 43 anni, ex geniere da combattimento dell’Australian Defence Force, ha dichiarato di avere assunto speed, ecstasy e marijuana prima di arruolarsi all’età di 28 anni.
Ha inoltre riconosciuto di avere perso due volte la patente, a 18 e 20 anni, per infrazioni connesse all’alcol che ha descritto come di “basso livello”.
“Gli errori che ho commesso quando avevo vent’anni hanno ferito delle persone - ha dichiarato ai giornalisti -. Hanno ferito me, hanno ferito persone che amavo e vivrò con questo per sempre”.
Le ammissioni vengono fatte dopo la pubblicazione da parte del quotidiano The Australian di una serie di accuse attribuite a Jo Scott, ex compagna di Pickering in una relazione durata quasi vent’anni.
Tra queste figura l’affermazione secondo cui i due avrebbero fatto uso di droghe, comprese metanfetamine, nell’abitazione condivisa con la loro figlia e con i tre figli di Scott nati da un precedente matrimonio.
Pickering ha negato categoricamente di avere mai assunto metanfetamine, conosciute anche come ice, di avere consumato droghe nella stessa casa dei bambini o di essere mai stato tossicodipendente.
“Queste accuse sono estremamente dolorose e spero soltanto che il pubblico riesca a vedere oltre”, ha affermato.
Il dirigente di One Nation ha riferito di avere incaricato I suoi legali di valutare una possibile azione per diffamazione, senza indicare contro chi potrebbe essere promossa.
Pickering ha sostenuto di avere informato il partito, al momento della candidatura, delle preoccupazioni relative alla sua ex compagna, precisando però che alcune delle accuse sarebbero emerse soltanto successivamente attraverso pubblicazioni online.
Ha assicurato che One Nation gli è rimasto vicino “in ogni fase”, confermando che il sostegno comprende la leader federale Pauline Hanson.
Hanson aveva già dichiarato di essere a proprio agio con Pickering alla guida della sezione del Victoria, sottolineando che le contestazioni formulate contro di lui restano accuse che il diretto interessato ha negato.
Alla conferenza stampa erano presenti anche la figlia Jhett e un figliastro di Pickering. Jhett ha descritto come difficile l’attenzione dei media sulla famiglia, aggiungendo che il padre “è sempre stato presente” e che per lui i figli sono sempre venuti prima di tutto.
Pickering si candiderà nel seggio della Camera bassa di Pakenham alle elezioni statali di novembre. Aveva già corso senza successo alle elezioni del Victoria del 2022 e per il Senato federale nel 2025.
Prima dell’ingresso in politica ha lavorato nell’edilizia, nell’esercito e nel settore minerario del Queensland.
La vicenda ha aperto anche un confronto aperto sui rapporti tra One Nation e alcuni mezzi d’informazione. Giornalisti di ABC e del quotidiano The Guardian sono stati invitati a lasciare la sede prima dell’inizio della conferenza stampa.
Peter Greste, direttore esecutivo dell’Alliance for Journalists’ Freedom, ha criticato la scelta, sostenendo che l’accessibilità ai rappresentanti politici costituisca un elemento essenziale della democrazia e che non spetti ai politici decidere chi possa sottoporli a scrutinio.
Sul piano elettorale, One Nation ha raggiunto il 30 per cento delle preferenze primarie a livello nazionale secondo un sondaggio Newspoll di fine agosto, davanti al Partito laburista al 29 per cento. Nel Victoria il partito si ferma invece al 19 per cento, dietro alla Coalizione al 31 e al Partito laburista al 28.