MELBOURNE - “Forse, in futuro, nei tornei del Grande Slam, a seconda dei turni, non si giocherà più al meglio di cinque set. Forse cambierà anche il sistema di punteggio”. Le parole di Andrew Abdo, nuovo amministratore delegato di Tennis Australia, hanno immediatamente acceso il dibattito nel mondo del tennis. L’ipotesi, per ora, è soltanto una riflessione, ma arriva da uno dei dirigenti più importanti del circuito e riguarda uno degli elementi che più caratterizzano i quattro tornei dello Slam.

Il possibile cambiamento nasce innanzitutto da una questione di calendario. Il tennis moderno è sempre più fitto di appuntamenti e i migliori giocatori sono costretti ad affrontare una stagione lunghissima, fatta di tornei, viaggi e partite ad altissima intensità. Negli ultimi anni diversi protagonisti hanno sottolineato il problema, chiedendo maggiore attenzione alla gestione delle energie e dei periodi di recupero. Carlos Alcaraz, per esempio, ha più volte parlato della necessità di ridurre il numero di partite e di evitare un calendario che possa favorire infortuni e problemi fisici.

Ridurre il numero di set, soprattutto nei primi turni degli Slam, potrebbe quindi rappresentare una soluzione. Si potrebbe immaginare, per esempio, una formula al meglio dei tre set nelle fasi iniziali e il tradizionale cinque set nei quarti di finale, nelle semifinali e in finale. Una formula che permetterebbe di ridurre il numero di ore trascorse in campo, lasciando però alle sfide decisive quella caratteristica che da sempre le rende speciali.

Perché il cinque set non è soltanto una questione di durata. È parte della storia del tennis. Una partita così lunga mette alla prova non soltanto la qualità tecnica dei giocatori, ma anche la loro resistenza fisica, la capacità di recuperare dopo un momento difficile e soprattutto la tenuta mentale. Una partita apparentemente compromessa può cambiare completamente direzione e trasformarsi in una battaglia di diverse ore. È anche questo uno degli elementi che hanno contribuito a costruire il fascino dei tornei dello Slam.

Ma il tema non riguarda soltanto la salute degli atleti. Abdo ha infatti messo sul tavolo anche una questione commerciale: “Siamo nel settore dell’intrattenimento, occorre massimizzare i risultati commerciali”. Il tennis deve confrontarsi con un pubblico sempre più abituato alla rapidità, ai contenuti brevi e a una fruizione dello sport molto diversa rispetto al passato.