BUENOS AIRES – Il capo di Gabinetto, Manuel Adorni, ha chiesto di aderire al regime semplificato dell’imposta sul reddito previsto dalla Legge sull’innocenza fiscale, una decisione che ha suscitato polemiche, perché arriva nel pieno dell’indagine giudiziaria che lo vede coinvolto per presunto arricchimento illecito e a pochi giorni dalla presentazione della sua dichiarazione patrimoniale.

L’adesione è stata effettuata presso l’Agenzia delle entrate e del controllo doganale (Arca) ed è diventata pubblica appena dieci giorni dopo che sua moglie, Bettina Angeletti, aveva compiuto lo stesso passo.

Dal governo si è cercato di dissociare questa decisione da qualsiasi tentativo di regolarizzazione patrimoniale, sostenendo che si tratta esclusivamente di uno strumento amministrativo volto a semplificare la presentazione delle dichiarazioni fiscali.

Il regime semplificato fa parte del pacchetto di misure previsto dalla cosiddetta Legge sull’innocenza fiscale, una normativa promossa dall’esecutivo che mira a ridurre i controlli ritenuti eccessivi dal governo e a facilitare l’adempimento degli obblighi tributari.

Tra le varie modifiche, consente ad alcuni contribuenti di essere esentati dall’obbligo di dettagliare il proprio patrimonio e le proprie spese personali al momento della dichiarazione dei redditi.

La controversia nasce dal fatto che l’adesione di Adorni avviene mentre la magistratura sta esaminando l’evoluzione del suo patrimonio.

Sebbene esperti e fonti ufficiali concordino sul fatto che il regime non abbia effetti sui procedimenti penali per arricchimento illecito, né impedisca le indagini giudiziarie, l’opposizione ritiene che il suo utilizzo da parte di funzionari pubblici trasmetta un messaggio sbagliato in termini di trasparenza.

Le critiche non si sono fatte attendere. Il deputato nazionale Esteban Paulón ha presentato un progetto di legge per escludere dai benefici della Legge sull’innocenza fiscale i funzionari pubblici, magistrati, parlamentari e loro familiari diretti. L’iniziativa mira a impedire che chi ricopre incarichi pubblici possa accedere a meccanismi di semplificazione o regolarizzazione fiscale durante l’esercizio delle proprie funzioni.

Anche altri esponenti dell’opposizione hanno contestato la decisione. Dalla Coalición Cívica è stato osservato che la normativa attuale potrebbe favorire persone che occupano posizioni di potere, mentre dirigenti dell’Unione Civica Radicale (Ucr) hanno chiesto che Adorni presenti quanto prima la propria dichiarazione patrimoniale, per dissipare i dubbi sull’origine e sulla crescita del suo patrimonio.

Dalla Casa Rosada sono state respinte le critiche, sostenendo che l’adesione al regime semplificato non equivale a una sanatoria fiscale né alla dichiarazione di fondi precedentemente non dichiarati. Secondo le spiegazioni ufficiali, il sistema consente ad Arca di predisporre una dichiarazione fiscale precompilata, riducendo gli adempimenti e gli oneri amministrativi per il contribuente.

Tuttavia, la coincidenza tra l’adesione di Adorni e di sua moglie con indagini giudiziarie in corso ha riportato sotto i riflettori una delle leggi tributarie più difese dal governo, aprendo un nuovo capitolo nel dibattito sui limiti della trasparenza per i funzionari pubblici.