Lunedì scorso, in occasione dell’Australia Day, Brisbane ha ospitato la più grande cerimonia di cittadinanza tenutasi in Australia nella giornata, un evento di forte valore simbolico che si è svolto nella storica cornice del Brisbane City Hall. Oltre 500 nuovi cittadini, provenienti da ben 64 Paesi diversi, hanno prestato giuramento entrando ufficialmente a far parte della comunità australiana. A dare il benvenuto è stato il sindaco Adrian Schrinner, che nel suo intervento ha ricordato come l’Australia Day sia un momento per riflettere su chi siamo, da dove veniamo e su ciò che ci unisce come comunità, ma anche un’occasione per guardare al futuro e celebrare i valori condivisi che rendono l’Australia un Paese inclusivo e dinamico. Dopo la cerimonia formale, l’evento è proseguito in un clima informale e conviviale con il tradizionale Australia Day ‘sausage sizzle’, trasformando il centro cittadino in uno spazio di incontro e festa. Presenti anche molti giovani italiani, a testimonianza di una comunità sempre più radicata e parte attiva della società australiana.

Tra loro, Michele Zecchini, elettricista 35enne d’origine romana, arrivato in Australia a 25 anni e protagonista di un percorso durato dieci anni prima di raggiungere il traguardo della cittadinanza. Un cammino lungo e impegnativo che Michele ha vissuto con determinazione e che ha potuto celebrare con grande emozione accanto alla moglie Elena e ai loro due figli, di tre e due anni. “Ho trascorso qui gli anni più importanti della mia vita adulta e ho costruito una famiglia. È stato un percorso duro, ma possibile anche grazie alle persone che ho incontrato e che mi hanno supportato”, ha raccontato, ricordando come nei momenti più difficili lo abbia accompagnato una frase di Carl Gustav Jung: “Non importa quanto tu ti senta isolato o solo: se svolgi il tuo lavoro in modo autentico e coscienzioso, amici sconosciuti verranno a cercarti”.

Michele ha inoltre apprezzato in modo particolare il ringraziamento rivolto dal sindaco ai giovani ‘tradies’ che lavorano nel settore delle costruzioni, un ambito in cui l’Australia registra una forte e costante carenza di manodopera qualificata. Proprio da questa esperienza nasce una riflessione più ampia: secondo Zecchini, il Paese ha un reale bisogno di professionisti dell’edilizia, ma questo dovrebbe essere accompagnato da visti più snelli, da un percorso più chiaro tra formazione vocazionale, tirocinio e accesso a visti stabili e da procedure meno macchinose per il riconoscimento delle qualifiche. Quando il Department of Home Affairs o il governo federale preparano riforme in ambito migratorio, vengono spesso aperte consultazioni pubbliche ufficiali nelle quali, secondo Michele, le associazioni di categoria dei ‘tradies’ e del settore delle costruzioni dovrebbero avere un ruolo attivo, portando proposte concrete basate sull’esperienza reale di lavoratori e imprese. Un dialogo strutturato tra istituzioni, settore produttivo e comunità migranti potrebbe contribuire a creare percorsi più trasparenti ed efficienti, capaci di rispondere alle esigenze dell’economia australiana e alle aspettative di chi sceglie di investire qui il proprio futuro. La cerimonia del 26 gennaio a Brisbane non è stata quindi solo un atto formale, ma la celebrazione di storie di integrazione, lavoro e appartenenza, che raccontano cosa significhi davvero diventare cittadini australiani: un traguardo costruito giorno dopo giorno attraverso impegno, resilienza e senso di comunità.