CARACAS – Il presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato questo giovedì che il governo venezuelano ha deciso di liberare diversi detenuti, inclusi cittadini stranieri, in quella che ha definito una decisione presa in modo “unilaterale”, con l’obiettivo di favorire e raggiungere la pace nel Paese.
Secondo quanto spiegato da Rodríguez, il provvedimento è già stato adottato, anche se ha precisato che i dettagli relativi all’identità delle persone liberate e al numero complessivo saranno comunicati in una fase successiva. In questo contesto, ha ringraziato la mediazione internazionale che ha reso possibile la decisione, citando in particolare l’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva e il governo del Qatar.
L’annuncio arriva in un momento di forte pressione internazionale su Caracas per la situazione dei detenuti per motivi politici e per la presenza di cittadini stranieri privati della libertà.
Tra i casi che hanno suscitato particolare attenzione a livello internazionale, figura quello del cooperante italiano Alberto Trentini, detenuto in Venezuela dal novembre 2024 senza accuse pubbliche chiare, secondo quanto denunciato dalla famiglia e da organizzazioni diplomatiche che ne hanno chiesto la liberazione per mesi.
Trentini, operatore umanitario di una Ong internazionale, è stato arrestato mentre si spostava tra città venezuelane per motivi legati al suo lavoro e la sua vicenda ha innescato intense iniziative diplomatiche da parte dell’Italia, comprese visite consolari e richieste formali al governo di Caracas.
Rilevanza regionale ha assunto anche il caso del gendarme argentino Nahuel Gallo, arrestato nel dicembre 2024 con l’accusa di “attività terroristiche” da parte delle autorità venezuelane, e al centro di successive proteste diplomatiche del governo argentino. La sua detenzione ha generato ricorsi presso organismi internazionali, inclusa la Corte Penale Internazionale, e dure critiche ufficiali da parte dello Stato argentino, che l’ha definita arbitraria.
La famiglia di Gallo nega qualsiasi legame con l’intelligence e ripete che l’uomo aveva cercato di entrare in Venezuela, da un accesso illegale, per poter vedere la figlia, avuta appunta dalla sua compagna venezuelana.
Le autorità di Caracas non hanno fornito precisazioni sulle modalità concrete delle scarcerazioni né sui criteri utilizzati per determinare i casi inclusi nel provvedimento. Nei prossimi giorni è atteso un ampliamento delle informazioni e la conferma della reale portata della decisione annunciata dall’Assemblea Nazionale