SYDNEY – Il mercato immobiliare rappresenta una delle poche note meno negative nel quadro dell’inflazione in Australia, salita al 4,3 per cento a settembre, con affitti e prezzi delle nuove abitazioni rimasti relativamente contenuti rispetto ad altre voci di spesa.
Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dal 4 al 4,3 per cento su base annua, spinto tra l’altro dal rincaro dei carburanti e dall’aumento dei prezzi di alcuni beni tecnologici.
La governatrice della Reserve Bank of Australia (RBA) Michele Bullock ha osservato che lo shock petrolifero legato alla guerra in Iran e il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale stanno aggravando il problema, pur sottolineando che continuano a pesare anche le spinte interne legate alla capacità dell’economia.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha riconosciuto che il governo ha un ruolo nel contenere l’inflazione, ma ha sostenuto che la crescita della domanda privata stia incidendo in misura maggiore.
Sul fronte abitativo, però, le modifiche fiscali introdotte nel bilancio di maggio sui vantaggi concessi agli investitori immobiliari stanno contribuendo a ridurre la domanda.
Secondo la segretaria del Dipartimento del Tesoro Jenny Wilkinson, intervenuta durante le audizioni di bilancio del Senato, i cambiamenti al negative gearing e allo sconto sulla tassa sulle plusvalenze per le abitazioni esistenti stanno comprimendo strutturalmente la domanda degli investitori, sommando i loro effetti a quelli dei tassi d’interesse più elevati.
I prezzi delle case non vengono inclusi direttamente nel calcolo dell’inflazione dell’ABS, ma il costo delle nuove abitazioni rappresenta una delle componenti principali del paniere.
A settembre, i prezzi delle nuove costruzioni sono rimasti invariati, nonostante l’aumento dei costi edilizi, perché i costruttori hanno fatto maggiore ricorso a sconti e promozioni per sostenere le vendite.
Anche gli affitti hanno registrato un incremento limitato dello 0,2 per cento nel mese.
L’economista capo di NAB Sally Auld ha definito il comparto abitativo “piuttosto ben contenuto”, osservando che al momento non sembra generare nuove spinte inflazionistiche.
Insieme, affitti e nuove abitazioni rappresentano circa un sesto dell’intero paniere dei prezzi al consumo.
La frenata del mercato ha inoltre prodotto un raro miglioramento dell’accessibilità per gli acquirenti.
Secondo l’Affordability Report della Housing Industry Association, l’indice è migliorato del 3,6 per cento nel trimestre di settembre.
La situazione resta tuttavia peggiore del 5,4 per cento rispetto all’anno precedente.
L’economista senior della HIA Tom Devitt ha avvertito che l’accessibilità potrebbe tornare a peggiorare una volta terminata la fase ciclica di debolezza, perché il problema strutturale della carenza di offerta abitativa rimane irrisolto.