SYDNEY - Benjamin Batterham riceverà un risarcimento per essere stato ingiustamente perseguito penalmente dalla polizia in relazione a un caso di presunto omicidio avvenuto a Newcastle.
L’accordo mette fine a una vicenda giudiziaria durata anni, iniziata con un processo penale conclusosi nel 2019 con l’assoluzione completa dell’uomo.
Batterham, oggi 42enne, era stato accusato dell’omicidio e dell’omicidio colposo di Richard Slater, morto dopo essere stato fermato durante un tentativo di furto nell’abitazione dell’imputato nel 2016. Una giuria aveva stabilito che Batterham non fosse colpevole, respingendo la tesi dell’accusa secondo cui avrebbe agito con l’intenzione di uccidere.
Secondo quanto emerso in tribunale, Slater era entrato nella casa passando dalla finestra della camera da letto della figlia di Batterham. L’uomo aveva reagito inseguendolo e bloccandolo in strada, effettuando quello che ha sempre descritto come un arresto da parte di un cittadino in attesa dell’arrivo della polizia. Dopo una colluttazione, Slater – che aveva metanfetamine in circolo e soffriva di problemi cardiaci – aveva subito tre arresti cardiaci ed era morto alcuni giorni dopo in ospedale.
Dopo l’assoluzione, Batterham ha avviato un’azione civile contro lo Stato, sostenendo che l’accusa non avrebbe mai dovuto procedere sulla base delle prove disponibili. Le sue spese legali, secondo i suoi avvocati, superavano con ogni probabilità il milione di dollari. La scorsa settimana, durante un’udienza presso la Corte Suprema del NSW, il procedimento civile è stato formalmente interrotto dopo il raggiungimento di un accordo transattivo. L’importo del risarcimento non è stato reso pubblico.
Il suo avvocato, Peter O’Brien, ha parlato della conclusione di “un processo lungo e logorante”, sottolineando come il patteggiamento consenta finalmente al suo assistito di voltare pagina. Ha aggiunto che il caso rappresenta un esempio chiaro di come le autorità giudiziarie debbano esercitare con maggiore prudenza il proprio potere discrezionale, evitando procedimenti destinati al fallimento.
Già dopo il processo penale, il giudice Desmond Fagan aveva definito “irragionevole” la decisione di portare Batterham a giudizio, osservando che i referti medici indicavano chiaramente che la morte di Slater, persona aborigena, era legata all’uso di droga e a una patologia cardiaca preesistente. Il giudice aveva inoltre riconosciuto che Batterham aveva agito in modo lecito e proporzionato nel difendere la propria casa.
Il caso ha attirato attenzione internazionale, diventando un punto di riferimento nel dibattito sul diritto all’autodifesa e sui limiti dell’azione penale dello Stato, in particolare sul tema del diritto a difendere la propria abitazione, noto come “castle law”, e ha stabilito un precedente rilevante per casi simili futuri.