BOGOTÁ – Le elezioni presidenziali colombiane del 2026 si concludono senza un vincitore definitivo al primo turno. A guidare la corsa verso la Casa de Nariño è stato Abelardo de la Espriella, candidato della destra e leader del movimento Defensores de la Patria, che ha ottenuto il 43,74% dei voti, pari a 10.361.499 preferenze.
Al secondo posto si è classificato Iván Cepeda, candidato del Pacto Histórico e rappresentante della coalizione di governo, con il 40,90% dei voti, corrispondenti a 9.688.361 suffragi.
Fuori dai giochi la senatrice Paloma Valencia del partito Centro Democratico Uribista, che ha ottenuto 1.492.468 voti nel primo scrutinio parziale. Il suo 6,84% è una percentuale ben inferiore a quella prevista dai sondaggi e persino inferiore ai 3,2 milioni di voti conquistati l’8 marzo alle primarie dei partiti di centro e di destra, in cui era stata scelta come candidata.
Al quarto posto si piazza Sergio Fajardo del partito di centro Dignità e Impegno, con 911.611 voti, pari al 4,18%. Un'altra candidata di centro, l'ex sindaca di Bogotá Claudia López, è al quinto posto con 205.546 voti (0,94%).
Poiché nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza necessaria per essere eletto al primo turno, i cittadini colombiani saranno chiamati nuovamente alle urne il prossimo 21 giugno per il ballottaggio che determinerà il nuovo presidente della Repubblica.
Abelardo de la Espriella, 47 anni, è un noto avvocato penalista e imprenditore. La sua candidatura rappresenta il primo ingresso diretto nella politica elettorale, dopo una carriera sviluppata prevalentemente nel settore privato. Esponente di una linea ultraconservatrice, ha costruito la propria campagna sulla difesa dei valori tradizionali, del libero mercato e dell’impresa privata, assumendo una posizione fortemente critica nei confronti dell’amministrazione del presidente uscente Gustavo Petro.
Dall’altra parte, Iván Cepeda, 63 anni, nato a Bogotá il 24 ottobre 1962, è senatore della Repubblica e uno dei principali esponenti del Pacto Histórico, la coalizione che ha portato Gustavo Petro alla guida del primo governo di sinistra nella storia della Colombia.
Pur appartenendo alla stessa area politica del presidente uscente, Cepeda presenta un percorso personale e politico differente: a differenza di Petro, che in gioventù fece parte della guerriglia del Movimento 19 Aprile (M-19), Cepeda non ha mai avuto legami con gruppi armati.
La sua storia personale è profondamente segnata dall’assassinio del padre, Manuel Cepeda Vargas, storico dirigente della sinistra colombiana e senatore, ucciso a colpi d’arma da fuoco nel 1994. Da allora, Iván Cepeda ha dedicato gran parte della sua attività pubblica alla difesa dei diritti umani, della memoria storica e delle vittime del conflitto armato colombiano.
Il ballottaggio del 21 giugno si preannuncia come una sfida decisiva tra due visioni politiche profondamente diverse: da un lato la proposta conservatrice e liberista di De la Espriella, dall’altro il progetto progressista rappresentato da Cepeda e dal Pacto Histórico. Il risultato determinerà la direzione politica che la Colombia seguirà nei prossimi anni, in particolare in materia economica e dei diritti umani.