MILANO - Si allarga l’inchiesta sul docente di italiano della scuola militare Teulié di Milano, arrestato ai domiciliari il 4 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti nei confronti di alcuni allievi.  

Gli investigatori stanno verificando anche presunti abusi che sarebbero avvenuti in altri istituti scolastici dove il professore, 48 anni, aveva lavorato in passato. 

Secondo quanto emerso, nelle ultime settimane sarebbero arrivate denunce da parte di famiglie di ragazzi che hanno frequentato scuole, tra cui licei, in cui il docente aveva prestato servizio prima dell’incarico alla Teulié.  

I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Milano, coordinati dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, stanno approfondendo questo nuovo filone anche attraverso l’ascolto di testimoni. 

Nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari, il professore è accusato di aver abusato di almeno sette allievi della scuola militare a partire dall’ottobre 2024, e le presunte vittime sono poi salite a nove. 

Secondo l’accusa, il docente avrebbe esercitato pressioni sugli studenti promettendo buoni voti e aiuti per superare l’esame di maturità, in cambio della disponibilità a subire abusi, inviare immagini intime o raccontare confidenze personali.  

Il tutto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe avvenuto in un contesto di “sopraffazione, vessazione, umiliazione”. 

Resta aperta anche una tranche dell’indagine sulla presunta ritardata denuncia interna all’istituto, nella quale risultano al momento indagati il comandante della stazione dei carabinieri presente nella scuola militare e il preside.