WASHINGTON – Il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è stato prorogato a tempo indeterminato dopo un annuncio dell’ultimo momento del presidente Donald Trump, ma sul terreno la tensione resta altissima. Nelle stesse ore, Teheran ha sequestrato due navi cargo nello Stretto di Hormuz e ribadito che la riapertura della rotta è “impossibile” finché il blocco navale americano rimane in vigore.

La decisione di Trump è giunta mentre i colloqui di pace si sono arenati. Il presidente statunitense ha concesso più tempo all’Iran per presentare una proposta negoziale, senza fissare una nuova scadenza, mantenendo però il blocco sulle esportazioni iraniane .

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, le due navi – la MSC Francesca (Panama) e la Epaminondas (Liberia) – sono state intercettate dalle forze dei Pasdaran, la Guardia della Rivoluzione Islamica, e scortate verso le coste iraniane. Un terzo vascello sarebbe stato colpito durante l’operazione, senza vittime. Le autorità iraniane sostengono che le imbarcazioni abbiano violato le norme di navigazione e alterato i sistemi di tracciamento.

Lo Stretto di Hormuz è uno snodo cruciale per l’energia globale: circa un quinto del petrolio e del gas mondiale transita da questa rotta. Il traffico, normalmente intenso, si è ridotto a poche navi al giorno, con effetti immediati sui mercati e sulla logistica internazionale.

Teheran accusa Washington di violare il cessate il fuoco con il blocco navale. “Un cessate il fuoco ha senso solo se non viene aggirato da misure come il blocco marittimo”, ha dichiarato il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, escludendo qualsiasi riapertura dello stretto nelle attuali condizioni.

La sicurezza della navigazione resta compromessa. Osservatori britannici hanno segnalato attacchi armati e manovre aggressive contro navi commerciali nella zona, alimentando l’incertezza per armatori e assicuratori.

Sul piano diplomatico, resta uno spiraglio: secondo fonti statunitensi, un nuovo giro di negoziati potrebbe essere organizzato nei prossimi giorni con la mediazione del Pakistan. Tuttavia, la fiducia tra le parti è minima e Teheran teme che la tregua possa essere utilizzata per preparare nuove azioni militari .

Nel frattempo, l’Unione Europea ha annunciato misure d’emergenza per fronteggiare le ricadute economiche della crisi energetica, con investimenti miliardari per garantire le forniture.

Senza un accordo rapido, il rischio è che la crisi nello Stretto di Hormuz continui a destabilizzare commercio ed energia su scala globale.