L’AQUILA - Per la prima volta nella loro vita oggi si aprono le porte della scuola per i tre figli di Catherine Birminghan e Nathan Trevallion. Ma intanto è saltato l’incontro con i genitori previsto a Palmoli.
“Il previsto incontro è stato purtroppo spostato all’ultimo in altra sede, nonostante il sindaco del Comune di Palmoli, su richiesta dei genitori, avesse transennato l’area per garantire la privacy - fa sapere il legale Simone Pillon -. Lo stesso sindaco ha fatto personalmente andare via i giornalisti ma, nonostante non ne fosse rimasto neppure uno, gli operatori del servizio hanno comunque imposto di annullare il rientro dei bambini a Palmoli e di tenere l’incontro presso la solita località protetta. Spiace perché i piccoli attendevano questo momento da dieci mesi e la loro attesa è andata delusa. Spiace doppiamente perché la famiglia aveva avvisato gli operatori del servizio sociale già lo scorso venerdì 11 settembre chiedendo loro di adottare misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa. Tale corrispondenza non ha ricevuto alcuna risposta e i genitori hanno dovuto attivarsi in proprio, contando solo sulla preziosa collaborazione del sindaco di Palmoli, salvo poi vedere ancora una volta sacrificati i diritti dei bambini”.
“Posso testimoniare che alle 17, e questo lo metterò in una relazione scritta, perché oramai qualcuno deve cominciare a rispondere delle proprie azioni, c’erano solo 20/30 giornalisti con i quali abbiamo parlato io e Catherine, abbiamo spiegato che, stante la loro presenza l’incontro sarebbe stato annullato; nel giro di 10’ si sono tutti allontanati. Io ho fatto anche un report fotografico a testimonianza del fatto che l’area era completamente libera, ma c’è stata questa opposizione dei servizi sociali, come se ogni volta andassero alla ricerca del minimo impedimento per ritardare questo programma di reinserimento dei bambini in famiglia”.
Così il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, commenta la decisione di annullare all’ultimo momento l’incontro dei bambini del bosco con i genitori nella casa concessa dal Comune, accanto al campo sportivo del paese. “I genitori sono rimasti interdetti e con loro poi non sono riuscito a parlare. Può darsi pure che l’incontro sia stato spostato altrove, non so”, ha aggiunto. Poi ha annunciato iniziative: “Le assistenti sociali non dipendono dal Comune. Con la riforma di oltre dieci anni fa sono stati creati gli ambiti sociali, i comuni fanno parte dell’ambito, approvano il bilancio, ma poi la struttura ha un funzionamento autonomo. Quindi, quello che possiamo fare e faremo - conclude Masciulli - è un’attività di verifica per vedere come hanno organizzato i servizi sociali che seguono questa vicenda, a chi rispondono e chi prende le decisioni, questa è una facoltà ispettiva dei comuni che fanno parte dell’ambito”.
Intanto, i due gemelli entreranno oggi in seconda classe della primaria, mentre la sorella maggiore frequenterà la quarta elementare. Finora i minori erano stati istruiti attraverso l’istruzione parentale. I bambini, che dallo scorso 20 novembre si trovano a Vasto (Chieti), dovrebbero essere iscritti a un istituto pubblico con un orario ordinario, senza rientro pomeridiano prolungato. La scelta è collegata anche alla necessità di garantire gli incontri con i genitori.
L’avvio della scuola dovrebbe comunque avvenire per gradi, con il controllo dei servizi di Neuropsichiatria infantile di Vasto-Lanciano-Chieti. Gli stessi medici, in una relazione di luglio, avevano ribadito l’urgenza clinica di “ricomposizione” del nucleo familiare per scongiurare ulteriori danni ai bimbi. Secondo quanto riferito dal loro difensore potrebbe essere previsto un ritorno temporaneo anche nella casa di Palmoli. Come riferito dall’avvocato che da maggio segue la coppia anglo-australiana nella vicenda, i bambini vi dovrebbero trascorrere del tempo per rivedere i loro animali ed entrare per la prima volta nell’abitazione concessa gratuitamente dal Comune in attesa della ristrutturazione del casolare in campagna, la cui scarsa salubrità era tra le cause alla base del primo provvedimento del Tribunale.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale nella fase iniziale i tre fratelli potrebbero trascorrere quindi alcune ore con mamma e papà, tornando successivamente nella struttura che li ospita. Durante la settimana è prevista la presenza di un’educatrice agli incontri, mentre per il fine settimana è ipotizzata la permanenza con i genitori dal venerdì alla domenica.
Sul provvedimento dei giudici minorili pende intanto il reclamo presentato dalla difesa alla Corte d’Appello. L’atto, depositato il 10 settembre, contesta diversi aspetti della decisione e solleva anche questioni relative alle conseguenze sulla salute dei bambini della permanenza lontano dalla famiglia. La difesa sostiene inoltre che siano state limitate le prerogative dei genitori sulle scelte educative e chiede il ritorno dei minori nella loro abitazione, insieme alla possibilità di proseguire con l’istruzione parentale. Per questo percorso è stata proposta la predisposizione di un progetto educativo con due insegnanti messi a disposizione dal Comune.