L’Italia è un Paese meraviglioso, con tutta la sua arte, la storia, l’artigianato e il patrimonio enogastronomico che ci invidiano in tutto il mondo. Un Paese da scoprire e riscoprire, giorno dopo giorno. Attraverso i suoi borghi, i musei, i monumenti e gli innumerevoli prodotti tipici locali, che variano da regione a regione, da città a città e addirittura da frazione a frazione, un po’ come i suoi dialetti.
Una ricchezza intrinseca, una fortuna da amare, conservare, valorizzare. E di cui, soprattutto, andare fieri. È un patrimonio che appartiene anche a tutti coloro che hanno mantenuto con la madrepatria un contatto quasi viscerale, un legame che non si spezza certo con la lontananza geografica. Ma soprattutto è quell’insieme di valori di libertà e uguaglianza che trova la sua espressione più alta nelle celebrazioni della Festa della Repubblica.
E mentre a Roma si sono concluse da poche ore le celebrazioni ufficiali del 2 giugno con la tradizionale parata ai Fori Imperiali, a Melbourne la comunità italiana ha celebrato l’80mo anniversario della Repubblica con una serata di gala al Casa D’Abruzzo Club di Epping, ospitata nella Aquila Hall.
Ad accogliere gli ospiti, venerdì 29 maggio, un aperitivo di benvenuto accompagnato dalla musica dal vivo dei The Crossing Machine nell’atrio del club, prima di lasciare spazio a una cena dal sapore autenticamente italiano. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti della comunità e numerosi ospiti per celebrare una ricorrenza che, soprattutto per gli italiani all’estero, assume un significato particolarmente profondo.
A dare il benvenuto è stato il maestro di cerimonie Tony Tardio, che ha ricordato il valore storico del referendum del 1946. “Esattamente 80 anni fa oltre 20 milioni di italiani andarono alle urne nel primo voto libero dopo la devastazione della guerra. Fu una svolta storica, una dichiarazione che l’Italia sarebbe stata una nazione costruita sulla democrazia, sulla libertà e sulla volontà del popolo”. Parole che hanno fatto da filo conduttore all’intera serata.
Nel suo intervento, la console generale d’Italia per il Victoria e la Tasmania Chiara Mauri, ha reso omaggio alle generazioni di italiani che hanno contribuito alla costruzione dell’Australia contemporanea. “Hanno costruito strade, quartieri, imprese, università, ma soprattutto relazioni – ha sottolineato –. Hanno contribuito a definire il volto multiculturale dell’Australia contemporanea”. Un riconoscimento al ruolo svolto dagli emigrati italiani nel rafforzare i rapporti tra i due Paesi e nel mantenere vivo il legame con il Belpaese.
La Console ha poi rivolto lo sguardo al futuro, evidenziando l’importanza delle nuove generazioni di italo-discendenti e della cosiddetta “nuova mobilità italiana”: ricercatori, professionisti, imprenditori e studenti che scelgono l’Australia come luogo di crescita personale e professionale. Una presenza che, ha osservato, rappresenta una risorsa preziosa per l’Australia e per l’Italia. Mauri ha inoltre ricordato il volto innovativo dell’Italia contemporanea, dalla manifattura avanzata alle life sciences, dalle tecnologie verdi all’intelligenza artificiale.
Non sono mancati i riferimenti alla cultura e alla ricerca come strumenti di dialogo tra le nazioni. Al centro del suo messaggio, tuttavia, sono rimasti i valori fondanti della Repubblica: democrazia, pluralismo, libertà, stato di diritto e rispetto della persona.
Il senatore Francesco Giacobbe ha richiamato invece l’attenzione sul contributo degli italiani nel mondo alla crescita del Paese. “L’Italia non sarebbe quella che è oggi senza quei 70 milioni di persone che vivono fuori dai confini nazionali – ha affermato –. Siamo ambasciatori dell’Italia e dell’italianità”. Un intervento che ha posto l’accento anche sulla necessità di custodire i valori della Costituzione e di trasmetterli alle nuove generazioni. “Ascoltare, comprendere e comunicare”: queste le tre parole che, secondo Giacobbe, devono guidare il rapporto con i giovani, protagonisti della società australiana nei settori della politica, della cultura, dell’impresa e della ricerca.
Particolarmente sentito anche il discorso di Ubaldo Aglianò, presidente del Comitato organizzatore della Festa della Repubblica, che ha ricordato come questa ricorrenza rappresenti per gli italiani all’estero un momento identitario fondamentale. “Per noi è un momento di profondo orgoglio”, ha detto, ringraziando i numerosi club regionali, le associazioni e le organizzazioni che durante l’anno lavorano per mantenere viva la presenza italiana nel Victoria. Un riconoscimento speciale è ai partner istituzionali e agli sponsor che rendono possibili iniziative di questa portata. “Ricordiamo che 80 anni fa i nostri nonni hanno fatto una scelta importante consegnando un Paese libero democratico di cui dobbiamo essere fieri e di cui siamo fieri”, ha aggiunto.
A portare il proprio saluto anche Fernando Cardinale, presidente del Casa D’Abruzzo Club, che ha espresso “un caloroso benvenuto” ai presenti, mentre Richard Wigley, amministratore delegato della Melbourne Symphony Orchestra (MSO), ha ricordato il legame profondo tra la tradizione musicale internazionale e la lingua italiana, definendola “la lingua dell’opera e di alcune delle più grandi espressioni artistiche al mondo”.
La serata è stata impreziosita proprio dalle esibizioni di alcuni musicisti della MSO e di Cosimo Ciccone e Julia Allsop, applauditi per l’interpretazione di celebri pagine del repertorio lirico italiano, tra cui brani da La Traviata, che hanno regalato agli ospiti uno dei momenti più emozionanti dell’evento.
Un’occasione di festa, dunque, ma anche di riflessione sul significato dell’essere italiani lontano dall’Italia. Come ha ricordato Ubaldo Aglianò nel suo saluto conclusivo: “La presenza di oltre 300 italiani questa sera è un messaggio importante, un simbolo del nostro senso di appartenenza e dell’essere orgogliosamente italiani. Viva il nostro tricolore”.