CANBERRA – Più del 73 per cento dei finanziamenti distribuiti tramite un programma federale da 560 milioni di dollari destinato alle infrastrutture comunitarie è finito in seggi detenuti dal Partito laburista, si apprende da un nuovo rapporto del Centre for Public Integrity.
L’analisi del Major and Local Community Infrastructure Program rileva che il 23 per cento dei fondi è stato destinato a circoscrizioni della Coalizione, mentre il restante quattro per cento è andato ad altri seggi.
Nel complesso, 493 milioni di dollari sono stati assegnati ad aree dove il Partito laburista era elettoralmente competitivo, contro appena 66 milioni nelle circoscrizioni dove non lo era.
Il presidente del Centre for Public Integrity Anthony Whealy ha affermato che, se le risorse fossero state distribuite in modo più equilibrato, il Partito laburista avrebbe ricevuto 66 milioni di dollari in meno, mentre i seggi non governativi avrebbero ottenuto 116 milioni in più.
“Questi numeri fanno scattare un campanello d’allarme - ha dichiarato -. Quando circa tre quarti di un programma da 560 milioni finiscono negli elettorati del governo, bisogna porsi domande serie”.
Secondo Whealy, il problema principale è la struttura stessa del programma, basato su inviti e non su una procedura aperta, che rende difficile stabilire se le decisioni siano state prese sulla base del merito oppure del vantaggio politico.
Il vice ministro del Tesoro Daniel Mulino ha respinto le accuse di utilizzo elettorale dei fondi.
Ha sostenuto che si tratta di una prassi consolidata per consentire ai governi di attuare gli impegni assunti durante una campagna elettorale.
“Si tratta di fare in modo che, quando un governo prende impegni durante un’elezione, esista poi un processo per realizzarli in tempi ragionevoli”, ha dichiarato.
La deputata indipendente Helen Haines ha invece chiesto una revisione complessiva dei programmi federali di sovvenzione.
“I partiti politici non dovrebbero poter usare il denaro dei contribuenti per comprare voti - ha affermato -. I bisogni delle comunità devono venire prima delle necessità politiche”.
Anche una seconda indipendente, Kate Chaney, ha paragonato il caso alle controversie che avevano coinvolto la precedente Coalizione.
Quando era all’opposizione, il Partito laburista aveva infatti criticato aspramente il programma per le infrastrutture sportive del governo Morrison, accusandolo di favorire seggi Liberali e Nazionali.
Quella vicenda, passata alla storia come “sports rorts”, contribuì alle dimissioni dal gabinetto dell’allora ministro dello Sport Bridget McKenzie, che non aveva dichiarato la propria appartenenza a un club di tiro beneficiario di finanziamenti.
Chaney ha sostenuto che il nuovo schema riproponga una dinamica analoga, definendolo ironicamente “pork barrelling”, in riferimento ai fondi destinati a parchi, aree giochi, piscine e campi sportivi promessi durante la campagna elettorale.