ROMA - Il Quirinale ha chiesto al ministero della Giustizia verifiche urgenti sulla grazia concessa a Nicole Minetti, dopo una serie di rivelazioni giornalistiche che sollevano dubbi sulla correttezza degli elementi alla base del provvedimento. 

La grazia, firmata il 18 febbraio 2026 dal presidente Sergio Mattarella su proposta del ministro Carlo Nordio, aveva cancellato una pena definitiva di 3 anni e 11 mesi per le condanne legate ai casi Ruby-bis e rimborsopoli. Le accuse erano favoreggiamento della prostituzione e uso illecito di fondi pubblici per spese personali. 

La decisione era stata motivata da ragioni umanitarie, in particolare dalla necessità di assistere un minore affetto da una grave patologia. Proprio su questo punto si concentrano ora le principali criticità.  

Secondo le ricostruzioni, il bambino indicato come “abbandonato alla nascita” non lo sarebbe: avrebbe entrambi i genitori biologici vivi e identificati, e l’affidamento definitivo alla coppia sarebbe arrivato solo dopo una causa legale contro i genitori, conclusa nel 2023.  

La madre biologica, tra l’altro, risulta oggi scomparsa, mentre l’avvocata che la rappresentava è morta insieme al marito in un incendio su cui è aperta un’indagine. 

Restano interrogativi anche sul quadro sanitario che aveva giustificato la grazia: alcuni pareri medici citati nell’istanza non troverebbero riscontro, e soprattutto non è chiaro come il minore abbia potuto essere portato negli Stati Uniti per un intervento in un momento in cui la coppia non aveva ancora diritti legali su di lui. 

A rafforzare i dubbi è il contesto più ampio in cui si inserisce la vicenda. Gli stessi articoli richiamati dal Quirinale ricostruiscono infatti il ruolo del compagno di Minetti, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, descritto nella richiesta di grazia come figura “integrata e lontana da ambienti devianti”, ma che secondo documenti e ricostruzioni giornalistiche, avrebbe avuto rapporti economici e frequentazioni con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense al centro di uno scandalo internazionale per abusi e sfruttamento sessuale. 

In particolare, viene citato un prestito da 800mila sterline concesso nel 2010 per l’apertura di un locale a Londra e una serie di relazioni in ambienti dell’alta ospitalità e del business.  

Il ministero della Giustizia ha avviato un’istruttoria e sta acquisendo informazioni dalla Procura generale di Milano, che aveva espresso parere favorevole.  

Dal Quirinale si ricorda che il Presidente della Repubblica non dispone di strumenti autonomi di indagine e basa le proprie decisioni sugli atti trasmessi dal ministero e dall’autorità giudiziaria. Per questo, alla luce delle nuove informazioni, è stato chiesto di accertare se i presupposti della grazia fossero completi e corretti.