KIEV - Mentre i canali diplomatici tra Washington e Mosca si riaprono, il conflitto in Ucraina non accenna a rallentare. All’indomani della telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, il Cremlino chiarisce la natura dei nuovi contatti, proprio mentre una pioggia di missili e droni torna a colpire i centri civili ucraini. 

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha gelato le speranze di chi intravedeva condizioni rigide da parte della Casa Bianca. Secondo Peskov, Donald Trump non avrebbe posto alcuna condizione preliminare per un cessate il fuoco prima di proseguire i negoziati. 

Sebbene il consigliere presidenziale Yuri Ushakov abbia confermato l’interesse di Trump per una rapida conclusione delle ostilità, Mosca sottolinea che il presidente Usa non ha chiesto un blocco preventivo dei combattimenti come base per il dialogo. In sostanza, il Cremlino rivendica una posizione di forza: i colloqui possono ripartire, ma alle condizioni dettate dal nuovo equilibrio sul campo. 

Mentre i leader discutono al telefono, la realtà ucraina è fatta di esplosioni a causa di attacchi russi coordinati che nella notte hanno devastato alcune città ucraine. A Dnipro, situata a soli 130 chilometri dal fronte, il bilancio è di dieci feriti, tra cui un bambino di 12 anni, con almeno otto edifici residenziali sventrati e centinaia di finestre andate in frantumi.  

Contemporaneamente, i droni russi hanno bersagliato i quartieri di Industrialnyi e Kholodnohirskyi a Kharkiv, ferendo altre dieci persone, tra cui un’adolescente, in una città già duramente colpita solo pochi giorni fa, il 7 marzo, quando un missile balistico aveva ucciso undici civili, inclusi due bambini. 

In risposta all’incertezza diplomatica e alla pressione militare russa, l’Unione Europea ha ribadito la sua linea. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha confermato che l’impegno di sostenere Kiev con un prestito di 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027 sarà mantenuto. 

“Manterremo l’impegno assunto da tutti i leader”, ha assicurato Costa durante la conferenza degli ambasciatori a Bruxelles, sottolineando che il sostegno dell’Ue rimane incrollabile nonostante le mutate dinamiche a Washington. L’obiettivo europeo resta quello di forzare Mosca a una “pace giusta” che non comprometta la sicurezza del continente.