A tre anni dall’ultima edizione australiana del 2023, il Gambero Rosso è tornato la settimana scorsa a Sydney con il suo Top Italian Wines Roadshow. Quarantacinque cantine, 170 vini, tre masterclass guidate da Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia insieme a Marco Sabellico e Gianni Fabrizio. Giornalista enogastronomico e sommelier sardo, Carrus è uno dei più autorevoli degustatori italiani.
“Tre anni per il vino sono pochi se consideriamo solo le vendemmie, ma per quello che sta succedendo nel mondo sono davvero tanti - ha detto Carrus -. Il vino italiano non è più solo buono in senso organolettico: è un buono diverso, sempre più fedele al territorio da cui nasce e al vitigno da cui è fatto”. La parola che Carrus ha ripetuto più spesso è una: rispetto. “Ci stiamo incanalando verso quello che io chiamo l’alto artigianato del vino. Non più solo buono fine a se stesso, ma un buono che rispetta tutto quello che gli sta intorno”.
Nel corso dell’evento si è tenuta la consegna dei premi della guida Top Italian Restaurants 2026, che ogni anno mappa la migliore ristorazione italiana nel mondo.
La guida Top Italian Restaurants, diretta da Lorenzo Ruggeri, direttore editoriale internazionale e curatore delle guide ristorante del Gambero Rosso, traccia oggi oltre 800 ristoranti italiani fuori dall’Italia. Ma cosa distingue oggi un ristorante italiano davvero buono all’estero? “Il rispetto verso il passato è cambiato totalmente - spiega Carrus -. Prima ‘italiano’ era spesso solo un’insegna. Adesso c’è tantissimo, soprattutto riguardo agli ingredienti esportabili d’alta qualità. C’è molta più identità. In questi giorni siamo stati in una pizzeria che, se avessimo chiuso gli occhi, sarebbe stata paragonabile alle migliori pizzerie italiane”. Poco dopo sono stati annunciati i vincitori dei Top Italian Restaurants Awards 2026 per l’Australia. A condurre la cerimonia, alla presenza del Console Generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, è stato lo stesso Carrus. Ventisei i locali premiati, un numero record per l’edizione australiana, di cui dieci nuovi ingressi. A guidare la classifica è LuMi, unico ristorante a ottenere le Tre Forchette, il massimo riconoscimento per la cucina d’autore. Cinque locali si sono aggiudicati le Due Forchette: a’Mare, Civico 47 (nuovo entrato), Ormeggio at the Spit, Pellegrino 2000 e Pilu at Freshwater. Sette hanno ricevuto Una Forchetta: Flaminia e Neptunes Grotto (entrambi nuovi entrati), Olio Kensington Street, Otto, Postino Osteria e Ragazzi (anch’essi nuovi ingressi) e The Restaurant Pendolino. Tra le carte dei vini, 1889 Enoteca ha conquistato le Tre Bottiglie. Seguono con Due Bottiglie Fratelli Paradiso, Paski Vineria Popolare e il nuovo entrato 10 William Street. Per le pizzerie, premiate con Tre Spicchi, due nuove entrate: Regina la Pizzeria e That’s Enrico. Due Spicchi a Lucio Pizzeria e Cicerone Cucina Romana; Uno Spicchio ad Al Taglio, Via Napoli e Pompei’s. Tra le pasticcerie, il nuovo ingresso Lode Pies & Pastries ha ottenuto i Tre Cornetti. Per le gelaterie, Freo (anch’esso nuova entrata) si è aggiudicata i Due Coni.
Nel corso della giornata hanno fatto tappa al Watersedge anche Simona Bernardini, direttrice dell’Ufficio ICE-Agenzia di Sydney, e Roberto Tagliaferri, segretario generale della Camera di Commercio Italiana a Sydney, per un saluto alla delegazione del Gambero Rosso. Ventiquattro delle 45 cantine presenti al Roadshow non hanno ancora un importatore in Australia. “C’è la distanza, che pesa sui costi - ha sottolineato Carrus - ma c’è anche il bello e la difficoltà del vino italiano: tanti vitigni autoctoni, tante denominazioni. Capirlo non è facile, neanche per chi è d’origine italiana. Sono entrato in un’enoteca qui a Sydney, divisa per varietà internazionali: Cabernet, Merlot, Syrah. Ma l’Italia è tutt’altra cosa”. Tiina Eriksson, direttrice internazionale del Gambero Rosso, ha confermato: “L’Australia è un mercato esperto, ma non c’è ancora una vera consapevolezza della geografia italiana. Il consumatore conosce le regioni che vengono in mente per ragioni turistiche. La Puglia è arrivata a gamba tesa, con grandi investimenti. La Calabria sarà l’ultima, ma sta investendo molto. Il fatto che ci siano qui grandi comunità di immigrati italiani, soprattutto dal Sud, dovrebbe aiutare. Dove ci sono comunità italiane, ci sono i prodotti di quelle regioni”. È sua anche l’immagine più bella dell’evento: “Quando un australiano sceglie un vino che non è del suo paese, in quel momento sta già iniziando un viaggio. Sta guardando la carta e si dice: vado in Italia, vado in Francia. Se non ha quell’immaginario, è difficile che scelga”.
In conclusione, sul vino italiano più sottovalutato, da sardo, Carrus non ha avuto esitazioni: i bianchi da invecchiamento. “Tanti bianchi del centro e del sud Italia e della mia regione, la Sardegna, sono favolosi dopo quattro o cinque anni dalla vendemmia, ma sono ancora sottovalutati”. Chi ha partecipato alla masterclass del pomeriggio ne ha potuti assaggiare alcuni, e capire di cosa parla.