ROMA — Ricerca scientifica, innovazione tecnologica, sicurezza e difesa sono i pilastri di una collaborazione sempre più stretta tra Italia e Giappone, con il Global Combat Air Programme (Gcap), sviluppato insieme al Regno Unito per la realizzazione del sistema aereo da combattimento di nuova generazione, tra gli esempi più avanzati della crescente integrazione industriale e tecnologica.

Il tema è stato al centro del convegno ‘La Scienza al Servizio della salute e della pace - Cooperazione Italia-Giappone: un punto di svolta. Una grande opportunità’, organizzato alla Camera dei deputati nell’ambito delle celebrazioni per i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, ha definito l’incontro “un nuovo punto di inizio nella relazione tra l’Italia e il Giappone”, sottolineando il valore di una cooperazione che coinvolge non solo i governi, ma anche università, centri di ricerca e imprese.

“La scienza al servizio della salute e della pace può sembrare un’antinomia, ma è un’antinomia soltanto apparente, perché scienza e pace vanno esattamente nella stessa direzione»”, ha affermato Mulè, indicando nel Gcap uno degli strumenti attraverso cui Italia, Giappone e Regno Unito stanno mettendo in comune competenze scientifiche, capacità industriali e tecnologie avanzate. Il vicepresidente della Camera ha ricordato inoltre il peso degli investimenti giapponesi in Italia in campo culturale, scientifico ed economico, definendo l’appuntamento “la tappa di un percorso che va avanti” grazie alla collaborazione tra i due Paesi.

Il confronto ha riguardato anche le possibili applicazioni della cooperazione tecnologica alle grandi infrastrutture. Eugenio Zoffili, presidente della Sezione di amicizia dell’Unione interparlamentare Italia-Giappone, ha richiamato in particolare l’esperienza giapponese nella costruzione e nella gestione dei ponti, citando il ponte di Akashi come esempio di competenze che potrebbero trovare applicazione anche nel percorso italiano per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

“Sono esempi concreti di come due Paesi lontani geograficamente possano mettere insieme conoscenze, esperienze e capacità industriali, creando nuove opportunità per le imprese e per i territori”, ha sottolineato Zoffili.

Il convegno, promosso dalla Fondazione Italia Giappone insieme alla Sezione interparlamentare di amicizia Italia-Giappone dell’Unione interparlamentare e alla Sapienza Università di Roma, con il patrocinio delle ambasciate dei due Paesi, ha riunito esponenti delle istituzioni, dell’università, della ricerca e dell’industria. Tra i partecipanti anche il presidente della commissione Affari esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri, l’ambasciatrice del Giappone in Italia Hikariko Ono e, da remoto, l’ambasciatore italiano a Tokyo Mario Vattani.

Ampio lo spazio dedicato al mondo accademico, con gli interventi, tra gli altri, della rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, della rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia Tiziana Lippiello e di rappresentanti di importanti istituzioni scientifiche e universitarie giapponesi. Per la Difesa è intervenuta la vicedirettrice nazionale degli Armamenti Luisa Riccardi, mentre a moderare i lavori è stato il presidente della Fondazione Italia Giappone Umberto Vattani.

La cooperazione scientifica tra Roma e Tokyo poggia su basi consolidate: un accordo bilaterale in materia è stato firmato a Tokyo nel 1988 e nel 2025 erano circa 200 gli accordi che collegavano università ed enti di ricerca dei due Paesi. Dal 1970, inoltre, ricercatori italiani e giapponesi hanno prodotto insieme circa 21 mila pubblicazioni scientifiche. Tra i settori considerati prioritari figurano l’intelligenza artificiale, le tecnologie agricole avanzate, la mobilità sostenibile, la biodiversità e la medicina.

Il confronto alla Camera ha così evidenziato una partnership che si estende dalla ricerca di base alle applicazioni industriali, con prospettive particolarmente rilevanti nei comparti dell’aerospazio, della farmaceutica, della biomedicina, dell’agroalimentare e dell’automotive. Nel quadro delle relazioni bilaterali, il Gcap rappresenta il punto di maggiore rilievo strategico nel settore della difesa, mentre la rete di collaborazioni scientifiche e industriali costituisce una base per rafforzare ulteriormente i rapporti tra Roma e Tokyo, trasformando la ricerca e l’innovazione in strumenti di crescita, sicurezza e cooperazione internazionale.