KIEV - Un inferno di fuoco si è abbattuto nella notte su Kiev, teatro del più massiccio attacco combinato di droni e missili russi dall’inizio dell’invasione del 2022.

Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno diciassette vittime e novanta feriti. I servizi di emergenza ucraini continuano a scavare tra le macerie per localizzare eventuali sopravvissuti, mentre lo scenario che si presenta nella capitale è di totale devastazione. 

Secondo i dati diffusi dall’Aeronautica militare di Kiev, le forze di Mosca hanno scagliato sul Paese una pioggia di 74 missili e ben 496 droni-kamikaze. Nonostante l’estrema pressione, la contraerea ucraina è riuscita a neutralizzare la quasi totalità della minaccia, intercettando 48 missili e 476 droni. Ciononostante, gli ordigni filtrati attraverso lo scudo difensivo hanno centrato obiettivi critici nella capitale: un pronto soccorso dove stazionavano le ambulanze, un istituto scientifico, un hotel e diverse aziende, danneggiando oltre venti palazzi residenziali. 

Di fronte a una simile tragedia, il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha proclamato il lutto cittadino il 3 luglio, “in memoria delle vittime del più massiccio attacco nemico contro la capitale”. 

La tempesta di fuoco era stata anticipata dallo stesso presidente Volodymyr Zelensky, che soltanto ventiquattr’ore prima, in conferenza stampa a Dublino accanto al premier irlandese Micheal Martin, aveva annunciato il suo rientro immediato in patria: “Abbiamo informazioni molto spiacevoli sui preparativi russi per un nuovo attacco massiccio. I nostri servizi di intelligence dispongono delle informazioni pertinenti e, subito dopo la nostra conferenza stampa, tornerò molto rapidamente in Ucraina”. 

Tornato a Kiev nel pieno delle operazioni di soccorso, il leader ucraino ha affidato a Telegram un doloroso aggiornamento, ricordando che la furia russa non ha risparmiato il resto del Paese: “A Kiev continuano le operazioni di soccorso in seguito all’attacco russo. I soccorritori stanno rimuovendo le macerie, cercando persone e prestando assistenza. I danni sono stati registrati in oltre 20 punti della città, per lo più edifici residenziali. Sono stati distrutti anche un’ambulanza, un istituto scientifico, un hotel e diverse aziende. Le nostre difese aeree sono riuscite ad abbattere un numero significativo di velivoli d’attacco, ma non tutti. La fornitura di sistemi di difesa aerea all’Ucraina è una priorità assoluta e una questione cruciale”. 

Zelensky ha precisato che tra i morti si contano anche due vittime nella regione di Kiev e cinque in quella di Kharkiv, tra cui un bambino, mentre altri raid hanno preso di mira le regioni di Sumy, Dnipro, Zaporizhzhia e Cherkasy.  

Da qui, l’ennesimo e accorato appello agli alleati occidentali affinché accelerino l’invio di forniture militari tramite il programma Purl e garantiscano a Kiev l’autonomia produttiva per difendere i propri cieli: “Si tratta di qualcosa che contribuisce direttamente a salvare vite umane. Ciascuno dei nostri accordi bilaterali con i partner in materia di difesa aerea è di grande aiuto. È particolarmente importante che i nostri accordi sulla produzione di missili antibalistici procedano verso l’attuazione. Contiamo inoltre molto sulla decisione degli Stati Uniti in merito alle licenze per i missili Patriot e ad altre collaborazioni: è questo che può fermare la guerra e attacchi simili. Grazie a tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina, del nostro popolo e della nostra vita”. 

La replica militare ucraina non si è fatta attendere. Come riportato da Rbc Ucraina, uno sciame di droni di Kiev è riuscito a colpire in profondità il territorio russo, centrando l’impianto petrolifero della Lukoil a Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod. 

La raffineria, avvolta da un vasto incendio, è considerata uno dei siti energetici più strategici della Federazione Russa, poiché serve l’intera area metropolitana di Mosca. Con una capacità di raffinazione pari a circa 17 milioni di tonnellate di greggio all’anno, l’hub è il principale fornitore di carburante per auto, cherosene per aerei, gasolio e bitume della regione della capitale russa.