MELBOURNE – La riforma sul lavoro da casa del governo Carroll è stata bloccata da un voto a sorpresa alla Camera alta e difficilmente potrà essere approvata prima delle elezioni statali di novembre.

Il disegno di legge, che avrebbe introdotto per la prima volta in Australia un diritto legale al lavoro da remoto per due giorni alla settimana, è stato deferito ieri sera a una commissione parlamentare con 18 voti favorevoli e 17 contrari.

La mozione, presentata dal deputato dello Shooters, Fishers and Farmers Party Jeff Bourman, ha ottenuto il sostegno della Coalizione e di altri esponenti del banco degli indipendenti e dei partiti minori.

La commissione dovrà riferire entro il 20 ottobre, quando resterebbe soltanto una settimana di sedute prima dello scioglimento del Parlamento del Victoria.

Il premier Ben Carroll ha indicato che il Partito laburista non aggiungerà un’ulteriore settimana al calendario parlamentare per consentire un nuovo esame della legge.

“Ho già aggiunto una settimana alle sedute parlamentari - ha dichiarato -. Hanno avuto la loro possibilità. Questo disegno di legge è in Parlamento da tre mesi”.

Poche ore prima del voto, Carroll aveva presentato modifiche destinate a rispondere alle preoccupazioni del mondo imprenditoriale.

La proposta avrebbe consentito ai dipendenti a tempo pieno, part-time e casual di lavorare da casa fino a due giorni alla settimana, su base proporzionale, quando ragionevolmente possibile.

Il diritto sarebbe stato limitato ai lavoratori residenti nel Victoria e la definizione di “casa” sarebbe stata circoscritta alla residenza principale o a un luogo concordato con il datore di lavoro.

Le imprese avrebbero inoltre avuto 28 giorni per rispondere alle richieste e sarebbero state tenute a fornire soltanto l’attrezzatura essenziale, come laptop e software, senza dover sostenere i costi di internet o delle utenze domestiche.

Le aziende con meno di 15 dipendenti avrebbero avuto tempo fino al 1° gennaio 2028 per adeguarsi, mentre per quelle più grandi l’entrata in vigore era prevista il 1° luglio 2027.

Il procuratore generale ombra James Newbury aveva inizialmente affermato che la Coalizione non si sarebbe opposta alla legge dopo le modifiche.

Dopo il voltafaccia al voto alla Camera alta, Carroll ha accusato la leader dell’opposizione Jess Wilson e i Liberali di avere mostrato “il loro vero volto”, sostenendo che il provvedimento sia stato di fatto affossato con il sostegno di One Nation.

La deputata dello Animal Justice Party Georgie Purcell, che ha votato per il deferimento, ha però spiegato che le modifiche erano sostanziali e che i partiti non avevano avuto tempo sufficiente per valutarle.

Il Business Council of Australia ha accolto favorevolmente il rinvio. Il direttore generale Bran Black ha definito il provvedimento dannoso per l’economia e ha sostenuto che il deferimento dovrebbe rappresentarne “l’ultimo chiodo nella bara”.