GEORGETOWN - Tragedia nella notte al largo delle coste della Guyana, in America del Sud, dove un traghetto di linea con 133 persone a bordo oltre all’equipaggio si è capovolto a causa delle avverse condizioni del mare. A dare la notizia è stato il ministro dei Lavori Pubblici, Juan Edghill, confermando che il bilancio delle vittime e dei dispersi resta tuttora provvisorio: al momento si contano 67 sopravvissuti tratti in salvo, tra cui 15 bambini.
L’imbarcazione coinvolta è la MV Barima, un traghetto storico costruito nel 1939 e in servizio da ben 87 anni. La nave era salpata nel pomeriggio dalla capitale Georgetown ed era diretta a Port Kaituma, nell’entroterra della regione occidentale dell’Essequibo, una rotta che prevede un tratto di navigazione in mare aperto prima di risalire il corso del fiume.
Stando alle ricostruzioni ufficiali, la causa del naufragio sarebbe stata una violenta anomalia marina. In un messaggio rivolto ai familiari dei passeggeri, il ministro Edghill ha spiegato che “è stata una grande onda a ribaltare il Barima”.
Il traghetto ha inviato la prima richiesta di soccorso intorno alle 23:01 ora locale, facendo scattare immediatamente la macchina delle emergenze con il coinvolgimento di risorse sia pubbliche che private. Il ministro ha inoltre precisato che la nave era dotata di 250 giubbotti di salvataggio e che un’imbarcazione di supporto è stata celermente inviata sul posto per garantire le prime cure mediche ai superstiti.
“Intorno alle 15:15 di questo pomeriggio, la MV Barima è partita da Georgetown con 133 passeggeri più l’equipaggio diretta a Port Kaituma (Guyana occidentale). Una richiesta di soccorso è stata ricevuta intorno alle 23:01. Sono state avviate le operazioni di emergenza, mobilitando risorse pubbliche e private. L’operazione è tuttora in corso. Ora è giorno, quindi ci aspettiamo che il numero delle persone da salvare aumenti”, ha dichiarato Edghill in un video diffuso tramite la propria pagina Facebook.
Le testimonianze raccolte sul posto restituiscono il dramma di quanti si trovavano a bordo al momento dell’impatto con l’onda. “Stavamo tutti dormendo” quando la barca si è ribaltata, ha raccontato Wayne Kitson, un sopravvissuto di appena 18 anni, intervistato dal media locale Kiskadee Watch a Charity, villaggio situato lungo la costa nord-occidentale.
Il giovane, che ha riportato lievi ferite al braccio destro, alla gamba e al collo, ha vissuto un’odissea di diverse ore in acqua prima che arrivassero i soccorsi, spiegando di aver “nuotato nell’oceano dalle 22 alle 4 del mattino”. Con il cuore spezzato, Kitson ha aggiunto di temere che la moglie e la figlia siano rimaste vittime del naufragio. Mentre le luci del giorno facilitano l’esplorazione del tratto di mare interessato, le ricerche proseguono senza sosta nella speranza di rintracciare altri passeggeri ancora dispersi.