CANBERRA – La prospettiva di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse torna concretamente sul tavolo dopo che l’inflazione per il mese di luglio è risultata superiore alle attese, mentre la misura sottostante più osservata dalla Reserve Bank of Australia (RBA) non ha mostrato alcun miglioramento.

Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dell’1 per cento nel mese, portando il tasso annuale dal 3,8 al 3,5 per cento.

Si tratta del livello più basso dallo scorso novembre, ma il risultato è comunque peggiore delle previsioni del mercato, che indicavano un rallentamento al 3,3 per cento.

Più delicato per la RBA è il dato sul trimmed mean, la misura dell’inflazione di fondo che esclude le componenti più variabili. Il tasso è rimasto invariato al 3,6 per cento, anziché scendere al 3,5 come previsto, e resta quindi nettamente sopra la fascia obiettivo del 2-3 per cento della Banca centrale.

Stephen Smith, partner di Deloitte Access Economics, ha definito i numeri un “quadro confuso”, sottolineando come diverse decisioni governative abbiano reso più difficile leggere con precisione le dinamiche dei prezzi.

Il forte aumento delle tariffe elettriche registrato nel luglio dello scorso anno è infatti uscito dal calcolo annuale, mentre le tariffe regolamentate più basse hanno ridotto i prezzi dell’elettricità nell’ultimo mese.

Contemporaneamente, la parziale reintroduzione dell’accisa sui carburanti ha avuto l’effetto opposto.

“I cambiamenti determinati dalle politiche pubbliche stanno rendendo più difficile comprendere chiaramente le spinte sui prezzi nell’economia”, ha osservato Smith.

I verbali della riunione di agosto della RBA, pubblicati ieri, avevano già mostrato la preoccupazione del consiglio di politica monetaria per il rischio di una nuova accelerazione dell’inflazione.

Secondo Smith, qualunque segnale che questi rischi si stiano concretizzando potrebbe indurre la Banca centrale ad aumentare ancora il costo del denaro.

La decisione resta tuttavia complessa. La disoccupazione ha raggiunto il 4,5 per cento, l’occupazione è diminuita a luglio, il mercato immobiliare si è indebolito e la crescita annuale dei salari è rallentata al 3,2 per cento.

“La RBA non dovrebbe reagire eccessivamente ai cambiamenti amministrati dei prezzi dell’elettricità o alla volatilità di breve periodo dei carburanti - ha affermato Smith -. Ma non può neppure ignorare un’inflazione persistentemente elevata nei prezzi determinati internamente.”

L’abitazione è risultata la principale fonte di aumento dei prezzi.

Rachael McCririck, responsabile delle statistiche sui prezzi dell’ABS, ha riferito che i costi legati alla casa sono aumentati del 5 per cento nell’arco di un anno.

I prezzi delle nuove abitazioni sono saliti del 5,7 per cento, mentre i costruttori hanno trasferito sui clienti l’aumento dei costi dei materiali e della manodopera.

I carburanti hanno invece registrato un balzo mensile del 7,5 per cento dopo tre mesi consecutivi di diminuzione, riflettendo l’aumento del petrolio sui mercati internazionali e la parziale eliminazione delle misure federali di riduzione dell’accisa.

Anche alimentari e bevande analcoliche hanno inciso sull’indice, con un aumento del 3,2 per cento, mentre ricreazione e cultura sono cresciute del 2,6 per cento.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha comunque definito “incoraggiante” il fatto che l’inflazione abbia rallentato per quattro mesi consecutivi, pur riconoscendo che resta troppo elevata.

Chalmers ha ricordato che le oscillazioni dei carburanti, i sussidi energetici e gli effetti della guerra in Medio Oriente rendono attualmente i dati più instabili del normale.

Segnali migliori sono pervenuti dal settore delle costruzioni residenziali, cresciute dell’8,1 per cento a 109,3 miliardi di dollari nel 2025/26.

Michael Dyer, economista di Oxford Economics Australia, ritiene che il consistente numero di abitazioni ancora in costruzione e l’attività nel comparto degli appartamenti sosterranno il settore fino al 2026/27.

Il quadro dovrebbe tendere successivamente a un peggioramento.

Secondo Dyer, tassi più elevati, modifiche al negative gearing e alla capital gains tax, calo dei prezzi immobiliari e aumento dei costi di costruzione potrebbero ridurre ulteriormente la domanda di nuove abitazioni nel corso del prossimo anno.