La tosse è uno dei disturbi più comuni e, prima o poi, capita praticamente a tutti di doverci fare i conti. Può comparire all’improvviso, magari dopo un raffreddore, oppure accompagnarci per settimane. A volte è secca e irritante, altre volte è grassa e produce catarro. In molti casi è fastidiosa ma innocua; in altri, invece, può essere il segnale che qualcosa non va e merita un controllo medico. Ma perché tossiamo? E soprattutto: quando una tosse può essere considerata normale e quando è meglio non trascurarla?
Anche se spesso la percepiamo soltanto come un disturbo, la tosse svolge un’importante funzione di difesa. È un riflesso che permette di liberare le vie respiratorie da sostanze irritanti, muco e particelle estranee.
Quando qualcosa stimola la gola, la trachea o i bronchi, il nostro organismo reagisce provocando una rapida espulsione d’aria. È il caratteristico colpo di tosse, che serve a ‘spazzare via’ ciò che non dovrebbe trovarsi nelle vie respiratorie. Per questo motivo non sempre è una buona idea cercare di eliminare completamente la tosse. In determinate situazioni, infatti, tossire aiuta a liberare i bronchi dal muco e a favorire la guarigione.
Una prima distinzione utile è quella tra tosse secca e tosse produttiva, comunemente chiamata ‘grassa’. La tosse secca non produce catarro. Può essere particolarmente irritante e, soprattutto di notte, arrivare a disturbare il sonno. È frequente nelle prime fasi di un’infezione delle vie respiratorie, ma può essere provocata anche da fumo, polvere, aria molto secca o altri agenti irritanti. La tosse grassa, invece, è accompagnata dalla produzione di muco. Il catarro viene prodotto dall’organismo anche come meccanismo di difesa e può contenere cellule e residui che devono essere eliminati dalle vie respiratorie. Il tipo di tosse, da solo, non permette però di capire con certezza quale sia la causa. Anche il colore del catarro, per esempio, non è sufficiente per stabilire automaticamente se un’infezione sia di origine batterica o virale.
Nella maggior parte dei casi la tosse è legata a problemi relativamente comuni. Raffreddore, influenza e altre infezioni respiratorie possono irritare le vie aeree e provocare tosse per diversi giorni, anche quando gli altri sintomi sono ormai scomparsi. A volte, però, la tosse ha origini diverse. Può essere associata ad allergie, asma, irritazione provocata dal fumo di sigaretta o dall’inquinamento, oppure al reflusso gastroesofageo. Anche alcuni farmaci possono provocarla come effetto indesiderato. Esiste poi la tosse cronica, cioè una tosse che persiste nel tempo. In questi casi è importante non limitarsi a cercare di ‘coprirla’ con uno sciroppo, ma individuarne la causa.
Una delle domande più frequenti è proprio questa: quando dovrebbe passare? Non esiste una durata uguale per tutti. Dopo un’infezione respiratoria, la tosse può continuare anche dopo che febbre, mal di gola e naso chiuso sono scomparsi. Le vie respiratorie, infatti, possono rimanere irritate per un certo periodo. Una tosse che persiste a lungo, tuttavia, non dovrebbe essere ignorata. Se continua per settimane, peggiora invece di migliorare o compare senza una spiegazione evidente, è opportuno parlarne con il medico, che potrà valutare i sintomi e decidere se siano necessari ulteriori accertamenti.
Quando la tosse è associata a un comune disturbo respiratorio, alcune semplici abitudini possono contribuire ad alleviare il fastidio. Bere regolarmente può aiutare a mantenere idratate le mucose e, in presenza di muco, a renderlo meno denso. Anche evitare il fumo e gli ambienti molto irritanti è importante. Un’attenzione particolare va dedicata all’aria degli ambienti domestici: temperature eccessive e aria molto secca possono aumentare la sensazione di irritazione alla gola. Per quanto riguarda i farmaci da banco, è meglio non scegliere automaticamente uno sciroppo in base al tipo di tosse. I prodotti disponibili sono diversi e non tutti sono indicati in ogni situazione. Soprattutto per bambini, anziani, persone con altre patologie o chi assume già farmaci, è consigliabile chiedere consiglio al medico o al farmacista. E attenzione ai rimedi ‘fai da te’: naturale non significa necessariamente innocuo, soprattutto quando si utilizzano prodotti concentrati o combinazioni di più sostanze.
Nella maggior parte delle situazioni una tosse occasionale non deve destare particolare preoccupazione. Ci sono però alcuni segnali che meritano attenzione. È consigliabile rivolgersi a un medico quando la tosse è molto intensa, persiste a lungo, peggiora progressivamente o interferisce in maniera importante con il sonno e le normali attività quotidiane. È particolarmente importante chiedere rapidamente assistenza in presenza di difficoltà respiratoria, dolore al petto, sangue nell’espettorato, forte debolezza o altri sintomi importanti. Anche nei bambini molto piccoli e nelle persone fragili è opportuno avere una soglia di attenzione più alta.
La tosse, insomma, è spesso un semplice campanello d’allarme di un’infezione o di un’irritazione delle vie respiratorie. Può essere seccante, rumorosa e capace di rovinare il sonno, ma nella grande maggioranza dei casi tende a risolversi con il tempo. La cosa più importante è imparare ad ascoltarla senza trasformarla automaticamente in un motivo di preoccupazione. Osservare da quanto tempo è presente, come si manifesta e se è accompagnata da altri sintomi può aiutare a capire quando è sufficiente aspettare e quando, invece, è meglio chiedere un parere professionale. Perché la tosse non è una malattia in sé: è soprattutto un messaggio che il nostro organismo ci manda. E, come per molti altri segnali del corpo, imparare a interpretarlo è il primo passo per prendersene cura.