Furono i mondiali delle “notti magiche”, gli ultimi della Germania Ovest, della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica. I mondiali della mascotte Ciao, scelta attraverso le schedine del Totocalcio, furono l’ultimo grande evento calcistico svoltosi nel Bel Paese. Italia ’90 fu una manifestazione che, dall’inaugurazione dell’8 giugno allo stadio San Siro di Milano, con il successo a sorpresa del Camerun sui campioni in carica dell’Argentina, alla cerimonia di chiusura dell’8 luglio all’Olimpico di Roma, infiammò l’estate di tanti italiani, esaltati dai gol di Toto Schillaci.
E sono passati 30 anni da quando una canzone scritta da Giorgio Moroder (nella foto) e adattata e interpretata in italiano da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato divenne la colonna sonora di quelle “notti magiche”.
Quella canzone è “Un’estate italiana” il cui testo, su uno straordinario pop dall’arrangiamento erede del decennio appena concluso, resta ancora oggi evocativo tra calcio e metafore della vita, con quel “mondo in una giostra di colori” e “negli occhi tuoi voglia di vincere” in “quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre più lontano”, per inseguire un gol al quale ognuno aveva (e ha) il suo magico significato da attribuire.
Il brano, inciso anche in una versione inglese intitolata “To be number one”, fu per la prima volta pubblicato nel novembre 1989, presentato il 9 dicembre in occasione del sorteggio dei gironi, e poi l’8 giugno nel corso dell’inaugurazione a San Siro, registrando un grande successo in tutt’Europa e conquistando quindi non solo la memoria del pubblico italiano.
Insomma, un simbolo ben oltre il ricordo di quell’estate... “Notti magiche/Inseguendo un goal/Sotto il cielo/Di un’estate italiana...”