SYDNEY - “Agiamo adesso, non aspettiamo oltre”. È l’appello rivolto al governo federale dalla leader dell’opposizione del New South Wales, Kellie Sloane, che ha scritto al primo ministro Anthony Albanese chiedendo un intervento sulla pornografia violenta.
La presa di posizione arriva dopo la morte di una ragazza di 16 anni, avvenuta in seguito a un sospetto episodio di strangolamento a sfondo sessuale. Il caso ha riacceso il dibattito sull’influenza che i contenuti pornografici violenti possono avere sui giovani e sulla necessità di rafforzare i controlli online.
Sloane ha definito le notizie emerse nell’ultima settimana “sconvolgenti”, affermando che hanno “scosso tutti nel profondo”. Da qui la decisione di scrivere ad Albanese per chiedere un’azione più incisiva contro la diffusione di contenuti pornografici violenti.
“Dopo lo shock dell’ultima settimana, sto dicendo: agiamo ora, non aspettiamo oltre”, ha dichiarato.
Secondo la leader dell’opposizione, alcune forme di pornografia dovrebbero essere inserite nella categoria di contenuti sottoposti alle restrizioni più severe. Sloane ha inoltre chiesto di aumentare la pressione sulle piattaforme pornografiche e sui grandi gruppi dei social media affinché vengano adottati sistemi in grado di impedire l’accesso a questo tipo di materiale.
Il problema, ha sottolineato, riguarda in particolare l’esposizione dei più giovani.
“Ha la capacità di programmare le menti giovani e vulnerabili di un’intera generazione”, ha affermato Sloane, secondo cui le prime esperienze sessuali dei ragazzi rischiano di essere influenzate e distorte dalla pornografia online.
“Bambini di 16 anni: è scioccante - ha aggiunto -. E sta diventando normalizzato”.
Per Sloane, però, la risposta non può limitarsi alla regolamentazione dei contenuti online. Un ruolo centrale deve essere affidato anche all’educazione al consenso, a partire dalle famiglie.
Parlare di sesso, relazioni e consenso con i propri figli può essere difficile, soprattutto durante l’adolescenza, ma secondo la leader dell’opposizione si tratta di un confronto necessario.
“È una conversazione difficile da avere con i propri figli. Ma sul consenso dobbiamo anche dare l’esempio attraverso il nostro comportamento”, ha detto.
Sloane ha inoltre espresso il proprio sostegno alla campagna Fix Our Feeds, promossa da Chanel Contos, che chiede l’introduzione di un sistema opt-in per gli algoritmi delle piattaforme online.
L’obiettivo è intervenire sul modo in cui i contenuti vengono selezionati e proposti agli utenti, in particolare ai più giovani.
Secondo Sloane, gli algoritmi possono infatti contribuire a spingere gli utenti verso contenuti sempre più estremi, sfruttandone vulnerabilità e interessi.
“Questi algoritmi predano le persone”, ha affermato, citando il caso dei ragazzi ai quali vengono proposti contenuti online sempre più misogini e quello delle ragazze esposte a messaggi che fanno leva sulle loro insicurezze legate all’aspetto fisico e all’autostima.