BRISBANE – Quasi 40 blue card, le autorizzazioni necessarie nel Queensland per lavorare con minori, sono state sospese nei primi due mesi dall’entrata in vigore del nuovo reportable conduct scheme, il sistema che impone la segnalazione di presunti abusi, violenze e negligenze.
Tra i casi esaminati figura quello di un uomo impiegato in una struttura ricettiva per adolescenti, accusato da una ragazza di comportamenti riconducibili all’adescamento.
Il Queensland Family and Child Commissioner Luke Twyford ha riferito che l’uomo aveva lasciato il proprio lavoro dopo la prima segnalazione e aveva cercato un impiego altrove.
In base alle nuove regole, tuttavia, l’organizzazione era tenuta a proseguire l’indagine anche dopo le dimissioni.
Durante gli accertamenti, altri due giovani avrebbero denunciato comportamenti analoghi.
Le informazioni sono state quindi trasmesse immediatamente al Queensland Police Service e agli organismi responsabili delle blue card, consentendo la sospensione dell’autorizzazione prima che l’uomo potesse iniziare un nuovo lavoro.
“Quella persona non ha potuto assumere il nuovo incarico e continuare a evitare gli accertamenti semplicemente passando da un’organizzazione all’altra”, ha spiegato Twyford.
Il sistema è entrato in vigore il primo luglio, con 12 mesi di anticipo rispetto al calendario originario, e introduce criteri uniformi per la segnalazione di reati sessuali, violenza e negligenza nei confronti dei minori.
La riforma era stata accelerata dopo una revisione sul caso del pedofilo seriale Ashley Paul Griffith, condotta dallo stesso Twyford, che aveva individuato cinque occasioni nelle quali i suoi reati avrebbero potuto essere scoperti prima se il nuovo meccanismo fosse già stato operativo.
La procuratrice generale del Queensland Deb Frecklington ha riferito, in occasione dell’avvio della Child Protection Week, che dal primo luglio sono state ricevute 666 segnalazioni.
Circa 200 casi riguardanti presunte condotte criminali sono stati trasmessi alla polizia, mentre 572 procedimenti restano sotto osservazione.
Il 29 per cento delle notifiche riguarda presunti maltrattamenti, il 22 per cento accuse di violenza fisica e il 16 per cento comportamenti sessuali inappropriati nei confronti di minori.
Twyford ha sottolineato che in passato si faceva troppo affidamento sul raggiungimento della soglia necessaria per configurare un reato penale, un criterio che a suo giudizio non garantiva una protezione sufficiente.
Ha comunque precisato che ogni segnalazione non comporta automaticamente la sospensione di una blue card e che, in molti casi, sono necessari ulteriori accertamenti.
Dal prossimo anno, il reportable conduct scheme e il sistema delle blue card confluiranno nella nuova Queensland Protection Commission, che dovrebbe iniziare a operare a febbraio.
Il governo l’ha descritta come la prima agenzia statale interamente dedicata alla tutela di minori e persone vulnerabili, riunendo competenze oggi distribuite tra istruzione, sanità, polizia, protezione dell’infanzia e giustizia minorile.