Riprende a echeggiare tra le strade di Melbourne, la musica dal vivo, nei vicoli strettissimi della città e nei luoghi dimenticati dell’intrattenimento. Risorge dopo i circa trecento giorni di isolamento forzato che hanno inevitabilmente segnato la comunità creativa della capitale culturale d’Australia.

La stagione dei concerti estivi ha inizio il prossimo 2 dicembre con il Melbourne International Jazz Festival e un ricchissimo programma con oltre settanta esibizioni, sedici anteprime e lanci di album, racchiusi in un unico intenso weekend, fino al 5 dicembre.

“Sono stati diciannove mesi straordinariamente difficili per tutti, ma in particolare per gli artisti e gli organizzatori di spettacoli dal vivo – ha dichiarato Michael Tortoni, direttore artistico dell’atteso festival –. Louis Armstrong aveva dichiarato che ‘la musica è la vita stessa’; sono quindi davvero entusiasta che Melbourne ritorni in vita e che il nostro festival rivesta un ruolo decisivo”.

A inaugurare il grande evento è stato il concerto speciale d’anteprima della Melbourne Symphony Orchestra, lo scorso venerdì 26 novembre, a cui seguirà la serie ‘Artist in Residence’ che si propone quest’anno di valorizzare il talento e l’imponente produzione musicale del pluripremiato pianista, compositore e arrangiatore Paul Grabowsky.

In un’esibizione intima al The Jazzlab, la cantante toscana Ilaria Crociani si unirà al trio ‘Torrio!’ di suo marito Mirko Guerrini, insieme allo stesso Grabowsky e Niko Schäuble, per esplorare le emozioni della musica italiana attraverso una selezione eclettica di arie barocche, brani jazz contemporanei e colonne sonore di pellicole cinematografiche.

“L’anno scorso, nel pieno del lockdown, ho lavorato insieme a mio marito a una reinterpretazione di arie rinascimentali e barocche attraverso l’improvvisazione e la musica elettronica, coinvolgendo anche alcuni musicisti all’estero, un chitarrista italiano e un bassista canadese – ha raccontato Crociani –. È stato proprio Mirko a far ascoltare alcuni brani a Paul il quale mi ha proposto di collaborare con loro. Non mi sarei mai aspettata però di giungere fino al Melbourne International Jazz Festival, soprattutto insieme a loro tre che sono musicisti eccezionali, sofisticati. È un onore immenso e inaspettato”.

La cantante, “fiorentina doc”, come si definisce, ha alle spalle un passato da avvocato civilista in Toscana, e un presente da paralegale qui in Victoria. Il trasferimento in Australia ha però aperto, e riaperto, le porte della musica che aveva per un po’ di tempo serrato. Suo marito Mirko Guerrini, musicista professionista di grande talento, aveva già dato vita a una collaborazione con la Monash University per un corso sul jazz che l’ha portato a Melbourne in svariate occasioni; nel 2012 la decisione definitiva di trasferirsi nel nuovo continente.

“Non ero più soddisfatta del mio lavoro, la giustizia italiana è molto farraginosa e avevo perso il senso della mia funzione sociale, avevo perso l’entusiasmo – ha spiegato –. Il periodo di maternità, con l’arrivo del nostro terzo bambino, mi ha dato l’occasione di riprendere a esprimermi in musica. L’idea iniziale era cantare ai matrimoni, ma alla fine ci siamo ritrovati a esportare e ad ampliare la conoscenza della musica italiana con canzoni meno popolari. Abbiamo, ad esempio, lavorato sulla produzione ‘meno nota’ di Ennio Morricone, non quella degli spaghetti western, ma quella dei film noir degli anni ’70, una musica quasi psichedelica”.

La cantante Ilaria Crociani

Da piccolissima si è avvicinata al canto grazie al nonno calzolaio, grande amante dell’opera e della lirica, cominciando man mano a collezionare decine di esibizioni in Toscana, prima come sassofonista e poi come voce. Con Radiosuccessi, qui a Melbourne, insieme a suo marito Guerrini, si esibisce di solito con brani swing e jazz italiani, mentre più recente è il progetto ‘Connecting The Dots’, finalista del bando della ABC Classic e ABC Jazz, attraverso cui intende dar voce a storie di donne straordinarie attraverso otto canzoni originali.

“Ho riflettuto molto durante il lockdown e mi ha dato grande sollievo leggere di queste donne eccezionali che hanno superato ostacoli quasi insormontabili nel corso della propria vita – ha spiegato –. Mi hanno insegnato a restare serena, perché non si può aver tutto sotto controllo”.

Già reduce dallo spettacolo dello scorso 7 luglio a The Count’s, nel cuore del campus della Monash University, Crociani ritorna il prossimo 3 dicembre sul palcoscenico insieme al trio Torrio! con un eclettico concerto, in biblico tra il barocco e il rinascimentale, e canzoni come Che si può fare di Barbara Strozzi, Oh, cessate di piagarmi di Alessandro Scarlatti, Stella coeli extirpavit, invocazione alla Madonna risalente al XIV secolo, e un brano di Ennio Morricone, Mia madre si chiama Francesca, scritta dalla sua amatissima moglie Maria Travia.

“Sarò estremamente emozionata, soprattutto nel ritornare sul palcoscenico dopo l’ennesima pausa dettata dall’emergenza. La musica, come lo sport, richiede un allenamento costante. Sarà meraviglioso ritornare a confrontarmi con il pubblico – ha raccontato Ilaria Crociani –. Quello che senti con la musica, ti ritorna sempre indietro; non è solo un dialogo tra i musicisti, ma anche e soprattutto con gli spettatori”.