PARIGI - L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha iniziato oggi a scontare la condanna a cinque anni di carcere, nel penitenziario della Santé, a Parigi, per il caso dei presunti finanziamenti libici di Gheddafi alla sua campagna elettorale del 2006. Nonostante l’incarcerazione, l’ex capo di Stato si è mostrato combattivo. Secondo quanto riportato da Le Figaro, Sarkozy ha commentato: “Hanno voluto farmi sparire e questo mi fa rinascere”.
La mattinata è stata scandita da momenti di forte emozione sotto l’abitazione di Sarkozy nel 16° arrondissement di Parigi. Oltre un centinaio di sostenitori, parenti e amici si erano riuniti in attesa della sua partenza.
L’ex presidente, mano nella mano con la moglie Carla Bruni, si è diretto verso l’auto che lo attendeva. La folla ha intonato a più riprese la Marsigliese, e i sostenitori hanno cercato di toccarlo, stringergli la mano e abbracciarlo tra gli applausi e i cori di “liberate Sarkozy”. Sarkozy si è fermato per salutare tutti, scambiando anche baci, prima di salire in macchina con l’avvocato Christophe Ingrain, mentre Carla Bruni, a testa china, gli è rimasta accanto fino all’ultimo.
Appena l’ex presidente è entrato nel carcere della Santé, i suoi avvocati, Jean-Michel Darrois e Christophe Ingrain, hanno rilasciato dichiarazioni dure: “Questa incarcerazione è una vergogna, oggi è un giorno funesto per lui e per la Francia”.
I legali hanno immediatamente depositato una domanda di libertà condizionata (o provvisoria), sostenendo che non esistono rischi di ripetere i fatti, né di distruzione delle prove o pressione sui testimoni. Il giudice e la Corte d’appello avranno due mesi di tempo per pronunciarsi, anche se a Parigi la media per la risposta è di circa un mese. Sarkozy spera di rimanere in cella il più breve tempo possibile, ma nella peggiore delle ipotesi potrebbe restarci fino al processo in appello, previsto per il marzo 2026.
Le Figaro ha anche rivelato i dettagli della detenzione di Sarkozy: sarà recluso in una cella di 11 metri quadri con una finestra sigillata, posto in isolamento per garantirne la sicurezza. Inoltre, avrà diritto a una piccola tv, ma non a un telefono cellulare, potrà invece avere una sciarpa non più lunga di un metro (visto il freddo) e un coltello stondato e una forchetta. Gli è concesso un fornello per cucinare, dato che il cibo della mensa sarebbe stato definito “immangiabile”.
Potrà uscire per un’ora al giorno nel cortile interno e avrà diritto a due visite a settimana (incluse quelle della moglie e dei figli) e colloqui illimitati con i suoi avvocati.
Gli sono concessi tre libri (con copertina molle) a settimana. L’ex presidente ha confidato di portare con sé “Il Conte di Monte Cristo in due volumi e la biografia di Gesù di Jean-Christian Petitfils”, e intende scrivere un libro sulla sua esperienza in carcere.
Il leader politico, in carica dal 2007 al 2012, è stato giudicato colpevole di associazione a delinquere in relazione a un piano orchestrato dal defunto dittatore libico Muammar Gheddafi per finanziare la sua campagna elettorale, ricevendo una condanna a cinque anni di reclusione nel settembre scorso.