AMSTERDAM – Diversi siti governativi in Europa e in altri Paesi sono stati posti offline dopo la scoperta di gravi vulnerabilità nel PHP, uno dei linguaggi di programmazione più diffusi per la gestione dei siti web.

Gli sviluppatori di PHP hanno pubblicato ieri aggiornamenti urgenti dopo che alcune falle, rimaste nascoste per anni, sono state individuate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Gli utenti sono stati invitati ad aggiornare immediatamente i propri sistemi.

La pubblicazione delle correzioni ha però aperto una nuova fase di rischio: ora che i dettagli tecnici sono noti, gli esperti temono che strumenti basati sull’AI possano aiutare gli hacker a ricostruire rapidamente il funzionamento delle vulnerabilità e ad attaccare i server non ancora aggiornati.

Costin Raiu, cofondatore della società di sicurezza informatica TLP:Black, ha parlato di una vera e propria “corsa allo sfruttamento” delle falle.

Il problema è particolarmente serio perché PHP è alla base di una quota enorme del web pubblico ed è integrato in piattaforme molto diffuse come WordPress, Drupal, Joomla e Magento.

Secondo Tiffany Farriss, amministratrice delegata ad interim della Drupal Association, tutti i server che utilizzano versioni di PHP distribuite negli ultimi vent’anni potrebbero essere vulnerabili.

I dati della società di intelligence internet Censys indicano che circa 1,5 milioni di host, su 2,6 milioni rilevati, utilizzerebbero versioni di PHP per le quali non è ancora disponibile una correzione.

La stessa agenzia nazionale olandese per la sicurezza informatica ha messo offline il proprio sito a titolo precauzionale.

Anche Wikipedia ha disattivato temporaneamente alcuni sistemi, mentre l’Internet Archive ha sospeso per breve tempo parte dei propri servizi per applicare gli aggiornamenti.

L’ampiezza del problema ha spinto anche alcuni leader politici a intervenire pubblicamente.

Il primo ministro olandese ha dichiarato di seguire da vicino la situazione, mentre la sua omologa giapponese Sanae Takaichi ha invitato i proprietari di siti web a verificare se utilizzano PHP e a prepararsi ad applicare immediatamente le nuove correzioni.

Le vulnerabilità sono state individuate indipendentemente da più società di sicurezza informatica tramite strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Secondo quanto riferito, una delle falle era presente nel codice da oltre dieci anni e sarebbe stata estremamente difficile da sfruttare manualmente.

Gli esperti osservano come l’AI sta cambiando rapidamente questo equilibrio, rendendo più semplice sia la scoperta di vulnerabilità sia il loro eventuale sfruttamento su larga scala.

PHP, nato all’inizio degli anni Novanta e mantenuto come software libero e open source, è utilizzato da circa il 75 per cento dei siti per i quali è possibile identificare il linguaggio di programmazione.

È proprio questa diffusione a rendere la falla particolarmente delicata e a spingere le autorità a raccomandare aggiornamenti immediati o, in alternativa, la disattivazione temporanea dei servizi vulnerabili.