TORINO - “A volte ci sono delle cose che riesci a vedere, le percepisci, le ascolti, però poi ti perforano lo stesso anche se sono ingiuste. Devi prenderne atto e devi decidere cosa fare di quella cosa che ti è accaduta. Questo dolore dobbiamo usarlo come elastico che ti carica e ti spinge verso la prossima partita”. Queste le parole di Luciano Spalletti che, alla vigilia di Juventus-Como di Serie A, ha parlato in conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino, con riferimento al 5-2 incassato in Champions League contro il Galatasaray.
La Juventus ha chiesto la grazia per la squalifica di Pierre Kalulu: “Un atto dovuto, perché trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prendere atto. La società ha fatto bene, per la considerazione che è venuta fuori in maniera totale da parte di tutte le componenti”. Contro il Como, poi, “Bremer non sarà della partita”; mentre “David è convocato ma non ha probabilmente addosso la sicurezza di poter giocare tutta la partita però viene con noi e valuteremo se farlo giocare subito o dopo”.
Locatelli e McKennie sono in diffida ma sembra che Spalletti non rinuncerà a loro: “Locatelli sembra non sentire per niente la stanchezza, è sempre molto presente dal punto di vista dei propositi, dell’entusiasmo, dello spirito da trasmettere ai compagni. Di McKennie vedo dura farne a meno”. L’americano stavolta potrebbe essere spostato terzino destro”.
La Juve deve cambiar registro e sul significato di questa affermazione, il tecnico di Certaldo ha spiegato: “È una cosa che in conferenza stampa non si può dire. I famosi tre passi indietro sono stati trattati nella riunione con i calciatori. I tre passi indietro possono essere quelli per prendere la rincorsa e avere più spinta come un elastico per avere una reazione forte, un impatto forte e vedremo se sarà così nelle prossime partite”. C’è chi chiede la testa di Di Gregorio, reo di alcuni errori tra i pali ma per Spalletti “Le responsabilità le abbiamo tutti uguali. Di Gregorio non ne ha di più e si continua con lui”.
Rispetto a Istanbul, per Spalletti sarà fondamentale “Non farsi cacciare fuori dopo dieci minuti. Bisogna essere giudicati in partite dove si gioca 11 contro 11. Non ci dobbiamo far tirare dentro a quello che è il caos dei ribaltamenti delle partite. Devi rimanere sempre con una testa abbastanza lucida che ti permette di ragionare. In queste ultime partite ci siamo lasciati un po’ coinvolgere emotivamente. Poi non siamo stati bravi a saper nascondere qualche incertezza di ragionamento. Nelle tue incertezze l’avversario si prende dei vantaggi”.
Nei prossimi otto giorni la Juventus si gioca una bella fetta di stagione e “Sono convinto che la nostra squadra avrà una reazione evidente”, ha aggiunto Spalletti che in riferimento al Como ha detto: “È una squadra forte, che sa usare quelli che sono gli insegnamenti. Quello che è il calcio che ha in mente il suo allenatore, che è molto forte, ha grandissime qualità da trasferire alla squadra. Per lui il controllo della partita è la semplicità su cui poi costruire tutto. Sono andato anche a vederlo lavorare quando allenavo la Nazionale e ho avuto quella conferma lì. Ora si sono messi a giocare 3-4-2-1. Ti tirano dentro questo tranello nel doverli rincorrere e poi si creano spazi che vanno a sfruttare in un attimo. Le insidie ci sono ma sono convinto che la nostra squadra sappia riprendere in mano la situazione. Era riuscita ad arrivare ad un livello di gioco poi non siamo stati bravi a difenderlo”.
Per il tecnico un suo rinnovo di contratto anticipato “Non penso sia la soluzione che possa far cambiare. Penso sia un po’ il contrario. Io non cerco cose differenti: cerco un campo da calcio con un pallone e con ragazzi da allenare, possibilmente intelligenti. Qui c’è tutto, i miei calciatori sono così. Se effettivamente fosse questa la necessità si può metterla a posto subito”.
Infine, una risposta a chi gli chiedeva se si aspettasse una squadra più matura: “Personalità e carattere - ha concluso Spalletti -. Queste sono le basi per qualsiasi cosa. Bisogna essere un po’ tosti nella vita, non subire le cose come gli altri ce le vogliono far arrivare; poi è con queste qualità che si diventa come dobbiamo essere”.