Ogni primo martedì del mese, il gruppo di anziani italiani dei quartieri est di Sydney partecipa all’uscita in pullman organizzato dall’Ethnic Community Service di Marrickville, in collaborazione con il Community Transport di Randwick. Questa volta la meta è stata il Gunnamatta Park di Cronulla, un’area picnic affacciata sulla spiaggia, dove il gruppo ha trascorso una mattinata tra sole, chiacchiere e buon caffè.Per molti dei partecipanti, queste uscite mensili sono molto più di una semplice gita: sono un appuntamento atteso, un’occasione per stare all’aria aperta, ritrovarsi tra amici e sentirsi parte di una comunità. Lo dicono loro stessi: per stare bene, fisicamente e mentalmente, la prevenzione conta, ma contano anche la compagnia e il non sentirsi soli.
Le volontarie avevano apparecchiato i tavoli del parco con dolci fatti in casa e caffè all’italiana, preparati con cura per l’occasione. E durante il ‘morning tea’ è arrivata la sorpresa: la visita del surfista e ambasciatore per la salute mentale Blake Johnston, accompagnato dalla moglie Lauren.
Blake, per tutti Blakey, è cresciuto sulle spiagge di Cronulla, in una famiglia di surfisti: anche il padre e i fratelli avevano fatto di questo sport una ragione di vita. A 16 anni è diventato professionista e ha girato il mondo inseguendo il sogno di diventare il migliore. Ma i sogni, a volte, cambiano direzione - per scelta o per necessità - e non per tutti è facile accettarlo. Spesso chi attraversa momenti difficili non riesce a parlarne e non trova una via d’uscita.
In Australia, ogni giorno, nove persone muoiono per suicidio. Tra queste, anni fa, c’è stato anche il padre di Blakey. Da quel lutto è nato il suo impegno per aiutare gli altri a trovare strumenti per continuare a vivere - gli stessi strumenti che lui stesso ha usato nei momenti più bui, ritrovando equilibrio nella natura, negli affetti familiari e nei legami con gli altri.
Quegli stessi strumenti lo hanno portato anche a un’impresa straordinaria: restare in acqua per quaranta ore consecutive, cavalcare 707 onde e stabilire il record mondiale per la surfata più lunga, unendo nel frattempo un’intera comunità attorno alla sua causa. Ha anche organizzato il più grande ‘paddle-out’ al mondo ed è autore del libro Swellbeing - Everyone Deserves to Feel Awesome. Parlando con gli anziani italiani, Blake ha insistito su un punto: non bisogna vergognarsi di ammettere di avere problemi di salute mentale, brutti pensieri o momenti di solitudine. Parlarne è già un primo passo importante per stare meglio. La salute mentale, ha ricordato, non è meno importante di quella fisica - anzi, le due sono strettamente legate.
Gli anziani lo hanno accolto con calore, come si accoglie un figlio o un nipote: ha assaggiato i biscotti fatti in casa, ha bevuto il caffè con loro e, soprattutto, si è fermato ad ascoltare. Ha chiesto dei loro interessi, delle piccole difficoltà quotidiane, dei momenti in cui a volte ci si sente frustrati o stanchi. Insieme a Lauren, ha avuto per ognuno una parola di sostegno e di speranza. La mattinata al Gunnamatta Park ha confermato, ancora una volta, quanto siano preziosi questi momenti d’incontro per gli anziani della comunità italiana dei quartieri est di Sydney. La visita di Blake e Lauren non è stata soltanto una sorpresa piacevole, ma un’occasione di riflessione sul valore dell’ascolto, della salute mentale e del sostegno reciproco.