LUSSEMBURGO – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno ribadito lunedì che la strategia nei confronti della Russia non cambierà, mentre cresce il disagio per le decisioni unilaterali assunte da Donald Trump nei rapporti con Vladimir Putin.
L’accordo sul gasolio annunciato venerdì dal presidente americano ha riacceso le preoccupazioni nelle capitali europee, già irritate da una serie di iniziative di Washington adottate senza consultazioni preventive con gli alleati.
Tra queste figurano l’avvio, lo scorso anno, di colloqui diretti tra Trump e Putin sulla guerra, il successivo vertice in Alaska, un piano in 28 punti ritenuto molto favorevole a Mosca e una deroga alle sanzioni sul petrolio russo.
L’ultima intesa consentirebbe alla Russia di vendere agli Stati Uniti migliaia di tonnellate di gasolio fino ad ora sottoposte a restrizioni.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che non esistono elementi concreti per modificare la posizione europea, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso che l’Europa possa seguire l’esempio americano.
“La Russia negozierà seriamente soltanto sotto pressione, ed è per questo che manteniamo le nostre sanzioni”, ha dichiarato Merz.
Durante la riunione nel Lussemburgo, i ministri europei hanno approvato l’aggiunta di 1.600 persone ed entità alla lista delle sanzioni, circa la metà delle quali legate alla produzione di missili balistici utilizzati contro l’Ucraina.
L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha sottolineato l’unità raggiunta dai Ventisette, pur riconoscendo che l’azione sarebbe più efficace se condotta insieme agli Stati Uniti.
Il malumore europeo è aggravato dal momento scelto per l’accordo. Le forze russe hanno intensificato gli attacchi contro infrastrutture ucraine, colpendo centrali elettriche, centri dati, magazzini e ferrovie, mentre il blocco nel Mar Nero continua a ostacolare le esportazioni di grano.
La prospettiva che Mosca possa ottenere nuove entrate attraverso la vendita di carburante suscita quindi particolare inquietudine a Kiev e tra i suoi alleati.
Nonostante le divergenze, i governi europei ritengono però essenziale mantenere aperto il rapporto con Washington.
Il ministro degli Esteri irlandese Helen McEntee ha affermato che l’obiettivo resta aumentare il costo economico della guerra per la Russia, senza interrompere i canali con gli Stati Uniti.
Proprio nei giorni dell’annuncio sull’accordo per il dgasolio, rappresentanti di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Commissione Europea e NATO hanno partecipato a Miami a colloqui organizzati dagli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
La Commissione ha definito quell’incontro un “passo positivo”, confermando l’intenzione europea di restare coinvolta nel processo negoziale.
Zelensky ha insistito sulla stessa linea, chiedendo una tregua energetica effettiva e garanzie di sicurezza concrete.
“Dobbiamo porre fine alla guerra della Russia. Dobbiamo garantire la sicurezza. Dobbiamo restare uniti: Europa e Stati Uniti”, ha dichiarato.