MELBOURNE – Il governo Carroll ha varato una nuova strategia per disciplinare l’espansione dei data centre, un settore in rapida crescita che ha alimentato l’opposizione di residenti, amministrazioni locali e anche di alcuni esponenti Laburisti.
Le nuove strutture dovranno procurarsi autonomamente energia rinnovabile e sistemi di accumulo sufficienti a coprire l’aumento della domanda elettrica generato dalle loro attività. Sarà inoltre vietato utilizzare acqua potabile per il raffreddamento dei server: gli operatori dovranno ricorrere ad acqua riciclata o ad altre fonti non destinate al consumo umano e, qualora non riescano a rispettare il requisito, trovare compensazioni adeguate.
Sul fronte urbanistico, i nuovi data centre non potranno sorgere nelle vicinanze di scuole e centri per l’infanzia, mentre tra gli impianti e le abitazioni sarà introdotta una fascia minima di 150 metri. Gli sviluppatori saranno inoltre chiamati a contribuire a un fondo locale destinato alla realizzazione di strutture TAFE e parchi.
Il premier Ben Carroll ha sostenuto che il governo intende continuare a favorire gli investimenti nel comparto, che lo scorso anno ha generato 5,8 miliardi di dollari di spesa in conto capitale, senza però sacrificare gli interessi delle comunità locali.
Data Centres Australia ha accolto le misure con rammarico. L’amministratrice delegata Belinda Dennett ha contestato in particolare la distanza uniforme di 150 metri, sostenendo che una prescrizione analoga non viene applicata ad attività industriali comparabili, come magazzini e strutture logistiche.
I Verdi statali, che hanno chiesto una moratoria sui nuovi data centre, hanno invece salutato l’intervento come un risultato ottenuto dalle comunità contrarie alla proliferazione degli impianti. La portavoce Sarah Mansfield ha tuttavia chiesto compensazioni per i residenti che già vivono accanto alle strutture e maggiori informazioni sulle basi acustiche, sanitarie e ambientali della fascia di rispetto.
Secondo il governo, meno dell’1 per cento dell’acqua potabile dello Stato viene attualmente impiegato per il raffreddamento dei data centre, una quota che l’esecutivo intende portare a zero. Entro il 2030, intanto, il consumo energetico del settore in Victoria dovrebbe quadruplicare.
Il ministro statale per l’Intelligenza artificiale e l’economia digitale, Anthony Carbines, ha ricordato il ruolo dei data centre nei servizi bancari, sanitari, nei trasporti e nelle emergenze, assicurando che gli investimenti continueranno entro nuove regole definite dal governo.