CANBERRA – Il ministro dell’Istruzione dell’Australian Capital Territory, Yvette Berry, ha rassegnato le dimissioni dopo la pubblicazione di un rapporto che ha individuato gravi condotte corruttive da parte di due ex alti funzionari coinvolti nell’assegnazione di un appalto scolastico.
L’indagine, durata cinque anni, ha riguardato la riqualificazione da 18 milioni di dollari di una scuola primaria di Canberra. Secondo la Commissione per l’integrità dell’ACT, l’allora capo di gabinetto del ministro, Joshua Ceramidas, e l’ex direttrice generale dell’Istruzione, Katy Haire, agirono in modo disonesto durante la selezione dell’impresa incaricata dei lavori.
Due distinti gruppi di valutazione avevano raccomandato l’assegnazione del contratto alla società Manteena. L’appalto fu invece affidato a LendLease.
Il rapporto ha concluso che la decisione venne assunta nell’interesse strategico della Construction Forestry and Maritime Employees Union (CFMEU), il sindacato dell’edilizia con il quale Ceramidas aveva rapporti.
Secondo la commissione, i due funzionari avrebbero poi avviato un “tentativo calcolato di nascondere la verità” sulle circostanze che portarono alla modifica dell’esito della gara.
Berry ha sottolineato che l’inchiesta non ha formulato alcun rilievo personale nei suoi confronti. Ha tuttavia spiegato di avere lasciato gli incarichi per evitare che il rapporto alimentasse uno scontro parlamentare destinato a oscurare il lavoro del governo.
La deputata ha dichiarato che continuerà a rappresentare gli elettori di Ginninderra. Presente nell’Assemblea legislativa dell’ACT da quasi 14 anni, ricopriva anche la carica di vice ministro capo dal 2016.
Il ministro capo Andrew Barr ha definito le conclusioni dell’indagine gravi e profondamente preoccupanti. Ha ricordato che, in base al codice di condotta ministeriale, i membri del governo rispondono delle decisioni e delle azioni compiute dal proprio personale.
Barr ha quindi accettato le dimissioni di Berry, osservando che le riforme introdotte dopo i fatti hanno rafforzato i controlli sugli appalti e la responsabilità nella pubblica amministrazione.
Il leader dell’opposizione Mark Parton ha sostenuto che il caso rappresenti un colpo per i contribuenti dell’ACT. Secondo Parton, il progetto di ammodernamento sarebbe costato quasi un milione di dollari in più rispetto a quanto necessario.
L’opposizione accusa inoltre il CFMEU di avere esercitato un’influenza indebita, resa possibile da esponenti vicini al governo territoriale.