ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che modifica le regole sull’imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni. Il governo non abbassa l’età minima, che resta fissata a 14 anni, e non interviene sulle pene, ma cambia il criterio di valutazione della capacità di intendere e di volere.
“La novità riguarda la presunzione di imputabilità”, ha spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella conferenza stampa dopo il Cdm.
Oggi, ha ricordato il Guardasigilli, l’imputabilità del minore deve essere accertata caso per caso, con una “sorta di presunzione di non imputabilità”. Con il nuovo ddl, ha aggiunto, il governo intende “invertire l’onere della prova”.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la misura con un videomessaggio sui social. “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne”, ha affermato. Secondo la premier, il provvedimento cambia le regole sull’imputabilità dei minori senza modificare l’età prevista dalla legge.
Nella stessa riunione il Consiglio dei ministri ha approvato anche il nuovo disegno di legge sulla Concorrenza 2026 e il decreto legge per intervenire dopo il crollo del tribunale di Bolzano.
Il governo ha inoltre dato il via libera alla riforma della rete dei carburanti, definita dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso una “svolta storica”.
Prima della riunione del Cdm, Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. L’incontro, secondo fonti di governo, rientra nel regolare confronto sull’andamento dell’economia, già avviato nei mesi scorsi.