NAPOLI - “L’America’s Cup è il trofeo sportivo più antico che ci sia, è una grande tradizione che si incontra con l’innovazione, con la tecnologia, con queste barche volanti che trasmettono sensazioni incredibili, permettono di essere connessi a questo grande trofeo per la prima volta in Italia: la coppa a Napoli è un’occasione da non farsi scappare, c’è la possibilità di fare qualcosa di veramente importante e sono convinto che se le cose andranno bene potrà diventare una legacy, un’unione, che terrà nel futuro”. Sono le prime emozioni e sensazioni di Pietro Sibello, il trimmer di Tudor Team Alinghi.

Quella che arriverà nel capoluogo partenopeo è una competizione che affonda le proprie radici nel 1851, quando lo yacht America conquistò la celebre regata attorno all’Isola di Wight, dando il nome a quello che sarebbe diventato il trofeo più ambito della vela internazionale. Da allora l’America’s Cup ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia, evolvendosi insieme alla tecnologia e trasformandosi da sfida tra grandi yacht tradizionali a confronto tra vere e proprie imbarcazioni volanti, capaci di sollevarsi sull’acqua grazie ai foil e di raggiungere velocità impensabili per la vela del passato. Una storia fatta di innovazione, grandi rivalità e protagonisti internazionali, che ora si prepara a vivere un nuovo capitolo in Italia.

Un ligure al servizio degli svizzeri: Sibello è stato oro europeo e tre volte bronzo mondiale nella categoria 49er. In America’s Cup non è la prima esperienza, con Luna Rossa è stato tattico e randista contribuendo alla vittoria della Prada Cup nel 2021. Un bagaglio d’esperienza che gli consente di conoscere bene le peculiarità di una competizione nella quale tecnica, preparazione atletica e capacità di adattarsi alle condizioni del campo di regata sono determinanti.

“La Svizzera è un Paese che non ha il mare, ma ha una grande tradizione: Alinghi ha fatto la storia della coppa, ha vinto ben due volte, nel 2003 e nel 2007 - ricorda il 47enne nato ad Albenga -. La nostra intenzione è quella di rimanere nella coppa con una visione a lungo termine, di crescere nel tempo e sicuramente vincere in futuro”.

L’approccio con Napoli, in vista della regata preliminare in programma dal 24 al 27 settembre, è assolutamente positivo per Sibello. L’appuntamento rappresenta un momento importante per avvicinare il grande pubblico italiano a una manifestazione che, per la prima volta, trova nel capoluogo campano uno scenario destinato a entrare nella storia della competizione: “Da quando siamo qui abbiamo trovato condizioni veramente buone per navigare, il vento e il mare sono perfetti per questo tipo di barca. Tutti i team - prosegue - sono anche interessati a conoscere la cultura, a partire dalla cucina partenopea, che è incredibile. E questo ci aiuta ad avvicinarci alla città e alle persone”. Napoli, dunque, non è soltanto il teatro delle regate, ma diventa parte integrante dell’esperienza dell’America’s Cup. 
Il rapporto tra la città e il mare è infatti uno degli elementi che rendono particolare l’appuntamento: il Golfo offre un campo di regata immediatamente riconoscibile, mentre la presenza del Vesuvio e del profilo urbano napoletano costruisce una cornice unica anche per gli equipaggi e per il pubblico internazionale.

L’obiettivo, come sottolinea Sibello, è fare in modo che l’evento possa lasciare qualcosa anche oltre i giorni delle competizioni, creando un legame duraturo tra la città, la vela e la grande manifestazione internazionale. Ultimo, ma non per importanza, c’è uno scenario da brividi a fare da cornice: “Il Golfo di Napoli, il Vesuvio sullo sfondo, i colori della città... Sono immagini veramente impattanti per chi viene da fuori. Navigare qui - conclude Sibello - è molto più che un piacere”.