COPENAGHEN – Groenlandia, Danimarca e Stati Uniti si preparano a firmare un nuovo accordo destinato a rafforzare la sicurezza nell’Artico e nel Nord Atlantico, mettendo almeno per il momento un punto a mesi di tensioni tra Washington e Copenaghen sul futuro dell’isola.

La firma è prevista nei prossimi giorni, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Una volta sottoscritta, l’intesa dovrà affrontare le necessarie procedure parlamentari prima di entrare in vigore, ha annunciato il governo danese. 

“Sono lieta che si stia delineando un accordo positivo per la Groenlandia, il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti”, ha dichiarato la premier danese Mette Frederiksen.

L’intesa, ha sottolineato, rafforzerà la sicurezza comune nell’Artico e nel Nord Atlantico, con benefici anche per la Nato e l’Europa, riconoscendo allo stesso tempo “la sovranità e l’integrità territoriale del Regno” e il diritto del popolo groenlandese all’autodeterminazione.

Anche il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha accolto favorevolmente l’accordo, sottolineando che riconosce gli interessi della Groenlandia e il suo ruolo nella cooperazione internazionale.

Donald Trump ha affermato che l’intesa garantirà agli Stati Uniti un “controllo permanente” sulla sicurezza della Groenlandia e impedirà ai Paesi considerati avversari di Washington di stabilire basi, presenze militari o effettuare investimenti sensibili sull’isola senza il consenso americano.

L’accordo rappresenterebbe comunque un approdo molto diverso rispetto all’ipotesi, avanzata ripetutamente da Trump nei mesi scorsi, di portare la Groenlandia sotto il controllo degli Stati Uniti. Copenaghen e Nuuk hanno sempre respinto questa prospettiva, ribadendo che il futuro dell’isola deve essere deciso dai groenlandesi e dalla Danimarca. 

Gli Stati Uniti dispongono già di un’ampia possibilità di presenza militare in Groenlandia sulla base dell’accordo di difesa del 1951. Frederiksen aveva ricordato nei mesi scorsi che quel trattato concede a Washington un accesso significativo all’isola, pur mantenendo intatta la sovranità danese.

La posta in gioco va però ben oltre i rapporti tra Washington e Copenaghen. L’Artico è diventato uno dei principali terreni della competizione strategica internazionale.

La crescente attenzione della Russia e della Cina, insieme all’apertura di nuove rotte marittime favorita dallo scioglimento dei ghiacci, ha aumentato l’importanza militare ed economica della regione. I leader europei riuniti pochi giorni fa al vertice sull’Artico hanno indicato proprio la competizione tra le grandi potenze e il crescente interesse cinese tra i fattori che stanno trasformando l’area.

La Groenlandia occupa inoltre una posizione strategica tra l’Atlantico e l’Artico e possiede importanti risorse minerarie, comprese materie prime critiche sempre più importanti per le industrie tecnologiche e la transizione energetica.

Per la Nato, il rafforzamento della cooperazione nella regione assume quindi un peso crescente. Danimarca e Groenlandia hanno parallelamente intensificato i rapporti con gli alleati europei e con l’Unione europea. 

All’inizio di settembre, Frederiksen ha ricordato che dieci Paesi alleati erano impegnati nell’esercitazione Arctic Shield e ha ribadito la volontà di collaborare più strettamente sia con Washington sia con i partner europei.