MOSCA – L’Unione europea punta il dito contro le modalità di svolgimento delle elezioni russe per il rinnovo della Duma, denunciando una “continua e crescente erosione della democrazia in Russia” e la repressione delle forze di opposizione.

“Le autorità russe hanno continuato a intensificare la repressione sistematica e istituzionalizzata per impedire a qualsiasi forza di opposizione democratica di sfidare lo status quo”, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea.

Bruxelles ha citato l’esclusione di candidati e le condanne inflitte per aver espresso dissenso politico, accusando il Cremlino di privare gli elettori di “una reale possibilità di scelta” e di limitare l’accesso a informazioni indipendenti.

L’Ue ha inoltre deplorato la decisione di Mosca di non invitare gli osservatori dell’Osce e ha ribadito il proprio sostegno alla società civile, ai difensori dei diritti umani e ai media indipendenti russi.

Le elezioni assegnano tutti i 450 seggi della Duma di Stato e si sono svolte nell’arco di tre giorni. Il presidente Vladimir Putin ha votato online, come mostrato dalla televisione di Stato.

Il voto si svolge per la prima volta anche nei territori ucraini occupati dalla Russia, circostanza condannata da Kiev e dall’Unione europea.

Intanto, la presidente della Commissione elettorale centrale russa, Ella Pamfilova, ha riferito che il sistema di voto elettronico di Mosca è stato sottoposto a un attacco “molto potente e continuo”, assicurando tuttavia che le operazioni sono proseguite regolarmente.

Da parte sua, Vladimir Putin ha lanciato un’accusa generica e senza prove contro l’Ucraina che, secondo lui avrebbe cercato di ostacolare le elezioni. Voto che Kiev ha definito una “farsa”, contestando in particolare il suo svolgimento nei territori occupati.