MANILA – Gli Stati Uniti non abbandoneranno i propri alleati asiatici per migliorare i rapporti con la Cina, ha assicurato il segretario di Stato Marco Rubio durante gli incontri regionali sulla sicurezza nelle Filippine.
Le dichiarazioni sono state fatte il giorno dopo il colloquio con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, nel quale i due rappresentanti hanno discusso i preparativi per una possibile visita del presidente Xi Jinping negli Stati Uniti a settembre.
Rubio ha riconosciuto la necessità di mantenere un rapporto stabile con Pechino, ricordando che Stati Uniti e Cina sono le due maggiori economie mondiali, dispongono di grandi apparati militari e possiedono armi nucleari. Ha però precisato che il dialogo non avverrà a discapito dei partner regionali né della presenza americana in Asia.
Il segretario di Stato ha partecipato all’East Asia Summit e all’ASEAN Regional Forum, entrambi ospitati a Manila. I ministri degli Esteri hanno chiesto una collaborazione più stretta davanti a un quadro internazionale segnato da conflitti, competizione strategica e rischi per le rotte commerciali.
La guerra contro l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz occupano una posizione centrale nelle preoccupazioni dell’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN), composta da undici Paesi fortemente dipendenti dal petrolio mediorientale.
Il ministro degli Esteri filippino Maria Theresa Lazaro ha aperto i lavori richiamando la profonda incertezza geopolitica ed economica e sostenendo che nessun governo possa affrontare da solo l’attuale contesto di sicurezza.
Gli Stati Uniti avevano concluso ieri la dodicesima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Il giorno successivo, gli Houthi alleati di Teheran hanno rivendicato le esplosioni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, creando il rischio di un secondo blocco delle forniture energetiche globali.
Rubio ha accusato l’Iran di chiedere un accordo e, nello stesso tempo, modificare continuamente le condizioni del negoziato nonostante le pesanti perdite subite.
A Manila, l’attenzione si è concentrata anche sul Mar Cinese Meridionale. Ieri si è verificato il secondo confronto in quattro giorni tra la Cina e le Filippine, alleate degli Stati Uniti in base a un trattato di difesa.
La Guardia costiera cinese ha accusato Manila di azioni provocatorie presso la secca di Scarborough, mentre le autorità filippine hanno denunciato l’impiego di cannoni ad acqua. Un altro incidente era avvenuto lunedì in una barriera contesa situata nella zona economica esclusiva filippina.
Rubio ha definito gli episodi inquietanti e ha ribadito l’impegno americano a difendere la libertà di navigazione, i diritti territoriali e gli obblighi assunti verso gli alleati.