CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese è arrivato nel Brunei per una visita ad alto contenuto strategico, con l’obiettivo di rafforzare le forniture energetiche australiane in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente.

Al centro dei colloqui con il sultano Haji Hassanal Bolkiah, uno dei leader più longevi al mondo, ci sarà proprio la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il Brunei, pur essendo un produttore più piccolo rispetto ad altri Paesi della regione, resta un partner rilevante per Canberra. Dallo stato del Borneo arrivano circa il 9% del gasolio importato dall’Australia, l’11% del petrolio greggio e una quota analoga di urea utilizzata nei fertilizzanti. Numeri che spiegano perché il governo australiano stia cercando di consolidare relazioni stabili con il sultanato.

La strategia di Albanese segue una linea già adottata nei recenti incontri con altri partner asiatici, come Singapore: offrire in cambio forniture affidabili di beni essenziali, tra cui gas naturale liquefatto e prodotti alimentari. L’Australia è infatti un fornitore chiave per Brunei, coprendo circa tre quarti delle importazioni di carne nel 2024.

Accanto al Albanese, anche il ministro degli Esteri Penny Wong, che partecipa alla missione con un’agenda parallela. Tra gli impegni, la visita agli impianti di Brunei Fertilizer Industries, dove i due rappresentanti australiani incontreranno il management per discutere la stabilità delle forniture di fertilizzanti, anch’esse a rischio a causa delle interruzioni commerciali globali.

La visita ha anche un valore simbolico. Albanese ha deposto una corona al memoriale di Muara Beach, dedicato ai soldati australiani che contribuirono alla liberazione della regione durante la Seconda guerra mondiale. Per Wong, cresciuta in parte nel Sud-Est asiatico, si tratta anche di un ritorno personale in un’area legata alla sua infanzia.

L’incontro con il sultano si svolgerà nel palazzo reale di Istana Nurul Iman, considerato la residenza privata più grande al mondo. Il sovrano, al potere dal 1967, deve gran parte della sua ricchezza all’industria petrolifera, che rappresenta il pilastro dell’economia nazionale.

In un contesto globale incerto, segnato da interruzioni nelle catene di approvvigionamento, Canberra punta a rafforzare relazioni bilaterali pragmatiche. L’obiettivo è chiaro: assicurare energia e materie prime, utilizzando il peso dell’export australiano come leva negoziale.