FOGGIA - Quattro colpi di pistola alle spalle, mentre di sera passeggiava con il cane a pochi passi da casa. È morto così Annibale Carta, personal trainer quarantaduenne di Foggia, conosciuto da tutti come Dino.
Il movente è ancora un mistero, così come l’identità dell’assassino, che ha usato una pistola di piccolo calibro, lasciando o perdendo per strada il caricatore, poi recuperato dagli investigatori. L’omicida avrebbe sparato da una distanza non superiore a un metro e mezzo, centrando la vittima con tutti e quattro i proiettili.
I carabinieri, coordinati dalla procura di Foggia, hanno ascoltato familiari, vicini e amici, ma al momento non emergono elementi per ricostruire un movente. La pista legata alla criminalità organizzata sembra essere stata esclusa, per cui le indagini si concentrano sulla vita privata e sui rapporti lavorativi di Carta.
Sposato e padre di due figlie, di cui una di pochi mesi, il personal trainer era ben inserito nel tessuto sociale, e svolgeva anche attività di volontariato.
Amici e conoscenti lo descrivono come “un uomo perbene, un grande lavoratore, dedito alla famiglia, molto conosciuto nell’ambito sportivo” con anche un seguito sui social e un’intensa attività di volontariato in parrocchia. Il caricatore rinvenuto sul luogo del delitto sarà sottoposto ad analisi balistiche.
Gli investigatori stanno anche esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, un quartiere semicentrale vicino allo stadio Zaccheria. Al momento non è chiaro se gli spari siano stati preceduti da un diverbio o se Carta sia stato colto di sorpresa da un killer che forse lo stava aspettando, conoscendone le abitudini.