ROMA – La scelta del metodo di selezione del candidato a Palazzo Chigi continua a dividere il campo largo. Mentre il presidente del M5s Giuseppe Conte rilancia l’ipotesi delle primarie, la segretaria del Pd Elly Schlein evita di pronunciare quella parola e convoca invece il partito intorno a un tavolo per il programma.
Il leader del Movimento, intervenuto a Roma per presentare il suo libro in piazza di Pietra, ha ribadito la necessità di uno strumento partecipativo che coinvolga elettori e militari.
“Stabiliremo le regole saranno primarie aperte, non del Movimento 5 stelle, del Pd e di Avs”, ha detto. Poco distante, al Nazareno, Schlein teneva invece la direzione del partito senza mai citare i gazebo. “Sul percorso per costruire il programma sono certa che ci metteremo d’accordo, ho già dato la disponibilità ad Avs per vederci”, ha dichiarato.
Le distanze non riguardano solo lo strumento ma anche i tempi. La segretaria dem vorrebbe partire subito con la discussione sui contenuti, mentre il leader pentastellato intende attendere qualche mese per sondare il proprio elettorato.
Nonostante le divergenze, entrambi i leader hanno voluto sottolineare la volontà di unità.
“È tempo di lavorare tutti insieme. Ci sono ottime premesse per battere il governo, ma bisogna lavorarci con serietà”, ha detto Conte, mentre Schlein ha dichiarato: “Continueremo a metterci al servizio di questa prospettiva con uno spirito testardamente unitario. Sono ottimista”.
La giornata è stata scandita anche da un botta e risposta tra Conte e l’ex ministro Luigi Di Maio. Quest’ultimo, su social, ha notato come molti dei “congiurati” che Conte cita nel suo libro - tra cui Matteo Renzi - siano oggi alleati del M5s nel campo largo. La risposta di Conte è stata secca e sarcastica: “Con tutto quello che sta accadendo in Medio Oriente, mi sono stupito che Di Maio abbia avuto il tempo di leggere la rassegna stampa di oggi”.